Lo svantaggio per 2-0 pesa indubbiamente sull’economia della serie, ma i Milwaukee Bucks potrebbero ancora rimanere aggrappati a queste Finals vincendo gara 3. Al di là dell’infortunio di Giannis Antetokounmpo, che comunque non ha fermato il greco dall’offrire ottime prestazioni, la squadra è stata fin qui deludente.
Lo è stata soprattutto nella misura in cui non è riuscita ad apportare gli aggiustamenti necessari dopo la prima uscita contro i Phoenix Suns. Tutti ora guarderanno con ancora più attenzione all’operato di coach Mike Budenholzer, che ormai da diverse stagioni continua a faticare una volta che i suoi arrivano sui palcoscenici decisivi.
Il problema dell’ex allenatore degli Atlanta Hawks continua ad essere quello dell’evidente mancanza di adattabilità all’interno delle serie playoffs. Difficilmente infatti apporta modifiche al proprio piano di gioco, e se lo fa tende a non stravolgerlo. L’unica soluzione dopo la disfatta di gara 1 è stata infatti quella di spingere fuori dalle rotazioni un Bobby Portis perennemente abusato nella metà campo difensiva solo per dare più minuti nei momenti decisivi a un Pat Connaughton che è diventato a sua volta l’obiettivo delle offensive dei Suns: -14 di plus/minus a fine serata. Il quintetto piccolo (Holiday, Connaughton, Middleton, Tucker e Giannis) ha infatti fatto registrare un Net rating di -11.4 nelle due uscite.
“Credo che possiamo crescere e migliorarci difensivamente.” ha commentato Budenholzer dopo gara 2 “Dobbiamo continuare a lavorare da quel lato del campo, così come nella metà campo offensiva. Dobbiamo giocare meglio, dobbiamo tornare a casa nostra e giocare a basket.”
Anche Giannis sembra essere d’accordo: “Possiamo giocare decisamente meglio. (…) Stiamo lavorando nella giusta direzione. Non posso dire con certezza se vinceremo le prossime partite, ma sicuramente lotteremo.”
Insomma, queste Finals si decideranno in gara 3, con i Bucks che dovranno fare di tutto per rimanere aggrappati alla serie.

