Luka Doncic ha chiarito i dubbi che ci sono riguardo la sua permanenza a Dallas: “Sono felice qui, quindi non c’è niente di cui preoccuparsi” queste le parole dello sloveno dopo la sconfitta contro i San Antonio Spurs.
Il derby texano è stato la 44esima sconfitta in stagione per i Mavs, che hanno confermato così l’11esima posizione nella Western Conference. E’ la prima volta da quando Doncic è arrivato nella lega che Dallas chiude la stagione con un record negativo. Il trend negativo è iniziato dopo la trade che ha portato Kyrie Irving in Texas.
Prima della trade il record dei Mavs era 29-26 e dopo la trade il record è stato 9-18. Il periodo negativo ha inficiato anche sull’umore della squadra, in particolare di Luka, che più volte ha affermato di essere più frustrato che mai, sia per motivi di campo che personali. Ieri ha detto che la frustrazione è normale quando una squadra sta andando così male.
Il proprietario dei Mavericks Mark Cuban crede che Doncic giocherà per tutta la carriera con la maglia di Dallas, ma lo sloveno dovrà essere leale verso la franchigia. Il numero 77 ha appena terminato il suo primo anno dei 5 previsti dal suo contratto da 215 milioni. Questo contatto contiene una player option per l’ultima stagione. Luka però potrebbe già richiedere la trade già dall’anno prossimo se non cambierà qualcosa.
“Qualcosa deve sicuramente cambiare. L’anno scorso siamo arrivati alle finali di Conference. Ci stavamo divertendo. Parlo sempre dell’intesa che avevamo. Era fantastica. Ma qualcosa deve cambiare, per forza.” queste le parole dello sloveno, che ha rifiutato di parlare di quali cambiamenti vorrebbe vedere.
“Penso che ci stia bene.” ha detto parlando di Kyrie “Ovviamente la gente dirà di no guardando i risultati, ma come ho detto, la chimica e l’intesa richiedono tempo per formarsi. Spero rimanga qui.”
Forse ha ragione Luka. Forse è solo una questione di tempo perché tra i due si crei un’intesa che li porti a dei risultati. o forse è una questione di incompatibilità tra due giocatori che per produrre hanno bisogno di avere la palla in mano.
Doncic è uno dei giocatori più polarizzanti della NBA: tutto passa per le sue mani, prende 22 tiri a partita e non coinvolge tanto i compagni, se non con un assist, che comunque la maggior parte delle volte nasce da una sua azione in 1vs1. Irving non ha bisogno di 1000 palloni a partita ed è abituato a giocare insieme ad altre stelle, ma è un killer nell’1vs1. Però senza palla in mano è inutile e quando ce l’ha la usa solo per creare per sé, non gioca per coinvolgere il resto della squadra. Può essere utile per far respirare ogni tanto Luka, ma a Dallas i canestri continuano a nascere da giocate individuali di loro 2 o di Wood o Hardaway Jr.
Per non parlare della metà campo difensiva, in cui sono entrambi dei malus. I loro difetti in difesa non possono neanche essere nascosti, dato che neanche nel resto della squadra ci sono dei difensori eccellenti. Il miglior difensore della squadra Finney–Smith è stato ceduto proprio nella trade di Kyrie, insieme a Dinwiddie, che soprattutto in attacco dava una gran mano a Luka.
Irving aveva dichiarato al suo arrivo, che non avrebbe discusso riguardo la sua free-agency fino a fine stagione. Ora che la stagione è finita in casa Mavericks ci saranno decisioni difficili da prendere. Oltre all’ex numero 11 dei Nets, anche Christian Wood, che ha perso minuti da quando è tornato Kleber, potrebbe avere un futuro lontano da Dallas. Fatto sta che qualcosa dovrà cambiare e che, possibilmente già dall’anno prossimo, i Mavericks dovranno tornare competitivi per l’anello.

