Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn NetsIrving torna in campo al Barclays e i Nets perdono: “Io discriminato, non era scontato tornassi qui”

Irving torna in campo al Barclays e i Nets perdono: “Io discriminato, non era scontato tornassi qui”

di Michele Gibin
nets hornets

Kyrie Irving è “grato di aver avuto la possibilità di tornare a giocare” sul campo di casa dei Brooklyn Nets, ma la partita, importante ai fini della classifica e dei play-in della Eastern Conference contro gli Charlotte Hornets, l’hanno vinta LaMelo Ball e compagni.

I Nets hanno perso al Barclays Center per 119-110, battuti dai 33 punti con 7 triple di Lamelo Ball (anche 9 assist nella sua partita). Irving ha bagnato il suo esordio stagionale a Brooklyn con una prova da 6 su 22 al tiro, 1 su 9 da tre per 16 punti con 11 assist in una serata complessiva da 7 su 34 da dietro l’arco per i Nets, che dopo una partenza sprint (48-36) hanno concesso a Charlotte ben 17 triple a bersaglio.

Gli Hornets recuperano da uno svantaggio in doppia cifra e nel terzo quarto scappano (37-29 il parziale). Kevin Durant, meno brillante del consueto, prova a riportare avanti i suoi ma la difesa dei Nets concede troppo, persino a Isaiah Thomas che a 8 minuti dal termine stampa il tiro da tre del 102-93 in faccia a Andre Drummond. Irving con una rara fiammata fa 104-104 a 4′ dal termine, ma Charlotte continua ad attaccare Drummond e trova con PJ Washington e Cody Martin il nuovo + 4.

Proprio Martin e Terry Rozier infilano le due triple che chiudono la partita e inguaiano i Nets. Con la vittoria al Barclays Center, gli Hornets hanno infatti superato in classifica Brooklyn che ora è nona: le speranze di agguantare il settimo posto a Est, nonostante la mezza crisi dei Cleveland Cavs, pare ora remota e se Durant e compagni termineranno al nono posto, saranno due i turni di play-in da affrontare e vincere per accedere al tabellone principale dei playoffs.

Dopo la partita, Kyrie Irving ha indossato i panni dell’icona per i diritti civili, dichiarando che la sua presenza in campo a Brooklyn fosse “più importante di una partita di basket. Oggi rappresento tante persone che si trovano in una situazione simile alla mia. E ora che anche io posso giocare, credo sia ora di riaprire per tutti (…) per me è importante restare fedele a ciò in cui credo, ovvero nella libertà, la libertà di fare scelte personali senza che nessuno sia lì a dirti che cosa devi fare. Nessuno può incatenarmi, fermarmi e dirmi che cosa devo o non devo fare nella mia vita (…) e non mi scordo di tutte le cose e di tutte le persone che hanno detto cose negative sul mio conto, sono stato discriminato, alcune persone hanno parlato da posizioni non neutrali, di comodo, sono andate contro la loro stessa morale. Io ho invece una forte etica morale basata sull’onestà, la verità e la fede in Dio, e posso convivere con le conseguenze“.

La partita? Non ho tirato bene, quasi nulla di quello che speravo andasse bene è accaduto stasera a dire il vero. Ma io mi sento OK, non abbiamo segnato abbastanza oggi. Ma è stata una serata storica, che non era per nulla scontata“.

Mentre con sole 7 partite ancora da giocare i Brooklyn Nets sono ancora alla ricerca di un’identità di squadra, chi ha saputo reagire a una pesante flessione di metà stagione sono stati gli Charlotte Hornets: quella contro Brooklyn è stata la settima vittoria nelle ultime 10 partite giocate, gli uomini di coach James Borrego hanno vinto entrambi gli scontri diretti (Hawks e Nets) per i play-in e sono ora settimi, anche se a parità di record con la squadra di Steve Nash.

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