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Nets, Irving si lancia in una teoria nonsense e i compagni sono spiazzati

di Francesco Catalano

Aumentano ogni giorno di più le perplessità sulle capacità di leadership di Kyrie Irving ai Brooklyn Nets ed è lui stesso ad alimentare dubbi sulla sua figura. Nei due mesi abbondanti in cui è stato lontano dal campo i Nets, guidati da un ispirato Spencer Dinwiddie, hanno raccolto prestazioni vincenti e convincenti occupando saldamente il settimo posto della Eastern Conference. Col ritorno dell’ex Celtics sono scivolati all’ottavo posto e sono reduci da delle partite deludenti.

La convivenza in campo tra Irving, Dinwiddie e LeVert è più complicata del previsto. Ma ciò che più preoccupa è l’alone di mistero e ambiguità che aleggia intorno alla point guard ex Cavaliers. Da quanto è tornato, si sono alternate dichiarazioni in cui sosteneva che la squadra non fosse all’altezza ed altre in cui la difendeva. In ogni caso, si è lanciato in interviste che non hanno aiutato a ritrovare la serenità nello spogliatoio, ma che lo stanno facendo, anzi, traballare.

Si aggiunge a tutto ciò una strano aneddoto che ha raccontato personalmente Michael Lee di The Athletic, presente mentre accadeva.

Kyrie Irving si stava vestendo nello spogliatoio al Wells Fargo Center nella giornata di mercoledì quando ha deciso di condividere una storia sui Nets son Caris LeVert che era lì vicino. ‘Non è una coincidenza che l’ultima volta che i Nets hanno vinto un titolo erano capitanati da Julius Erving. E ora abbiamo un altro Irving. Questo sto cercando di dirti’. Il nesso era che i Nets avrebbero vinto un altro titolo perchè avevano un giocatore il cui nome si pronunciava in modo simile. Irving era a metà tra il serio e il faceto, ma LeVert era evidentemente confuso. Vedendo che LeVert non stava capendo, Irving ha chiesto il supporto di Theo Pinson.

Poi ha chiamato anche Taurean Prince che era perplesso. ‘Sto solo dicendo. Erving. Irving. Lui ha una E all’inizio. Ma come lo pronunciate?’ ha detto Irving. Ha sorriso e ha scosso la testa. Poi ha lasciato perdere e i suoi compagni pure”.

Il racconto del giornalista di The Athletic mette in luce ancora una volta la strana personalità dell’ex compagno di LeBron James. Alterna momenti positivi (pochi) ad altri letteralmente senza senso come quello descritto sopra. I compagni nell’ascoltarlo erano evidentemente perplessi e non sapevano bene come rispondere. Non riuscivano nemmeno a capire, peraltro, se facesse sul serio o se fosse uno scherzo.

Questo è quindi il clima che si respira nello spogliatoio di Brooklyn. Un clima per nulla sereno e lunatico come il suo leader. Di sicuro tale ambiente non fa bene alla squadra che ne sta evidentemente pagando le conseguenze nelle ultime uscite.

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