Kendrick Nunn continua a sorprendere, e taglia un traguardo che nessuno aveva raggiunto sin dai tempi di Kevin Durant. Dopo il nuovo giocatore dei Brooklyn Nets, infatti, nessun rookie era più riuscito a segnare 100 punti nelle sue prime 5 gare NBA.
Durant ci riuscì segnandone 113, mentre Nunn ne ha fatti registrare 108. Si tratta inoltre anche di un primato tra le matricole non scelte al Draft: nessuno aveva mai segnato così tanto nelle sue prime 5 uscite nella lega.
Kendrick Nunn has scored 108 points in his first 5 games, more than 26 straight No. 1 overall picks had in their first 5 career games (not including Zion). The last No. 1 pick to score 108+ was Shaquille O'Neal in 1992-93 (129).
— ESPN Stats & Info (@ESPNStatsInfo) November 1, 2019
Nunn sta viaggiando a medie incredibili, e dopo i 28 rifilati stanotte agli Atlanta Hawks nella vittoria dei suoi Miami Heat si attesta sui 22.4 punti a notte. Il tutto condito da 2.6 rimbalzi, 2.4 assist e ben 1.8 palle rubate. E’ ad oggi il miglior marcatore dei suoi, davanti a Jimmy Butler e al compagno al primo anno ben più blasonato, Tyler Herro.
Oltretutto, i numeri sopra riportati sono stati prodotti con efficienza: non ha infatti tentato più di 17 tiri di media a partita, segnandone il 52%. Si è inoltre dimostrato un tiratore più che affidabile da tre punti: 48% di media su 6 tentativi a notte.
Nunn verso il “Rookie of the Year”
Incredibilmente, Nunn è anche il leader della cosiddetta “Rookie Ladder”, classifica settimanale rilasciata dal sito ufficiale della NBA durante il corso della stagione regolare, in vista del premio di “Rookie of the Year”. Alle sue spalle si attestano scelte della lotteria dell’ultimo Draft, come P.J. Washington, Ja Morant e RJ Barrett.
In the common draft era, Kendrick Nunn now has the most points (108) for an undrafted rookie over his first five games played! #NBARooks #HEATTwitter pic.twitter.com/OxTIKSB6kA
— NBA (@NBA) November 1, 2019
E’ passata sì una sola settimana, ma il numero 25 di Miami si prospetta già come un candidato solido per il riconoscimento. Si tratterebbe inoltre di una prima volta storica, in caso di vittoria, per un giocatore non scelto al Draft.
Dovesse continuare così, da leader statistico e sul campo, nulla gli precluderebbe allora di fare la storia, soprattutto se i suoi Heat dovessero continuare a sorprendere e fare così bene. La stagione tuttavia è ancora lunga, e c’è un eventuale ritorno in campo di Zion Williamson ancora da tenere in considerazione.

