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Jazz, Donovan Mitchell il più veloce di sempre a raggiungere quota 3000 punti

di Lorenzo Brancati
Shaq Mitchell

Nella vittoria per 114-104 dei suoi Jazz sui New Orleans Pelicans, Donovan Mitchell ha fatto registrare un nuovo, ennesimo, record di franchigia. Il suo undicesimo punto della notte lo ha portato a quota 3000 segnati per i suoi. Appena 139 partite per il prodotto dell’Università di Louisville, il più veloce di sempre. Mitchell ha superato mostri sacri del calibro di Karl Malone (secondo marcatore NBA di sempre) e John Stockton.

Tuttavia, curiosamente, il record in precedenza non apparteneva a nessuno dei due, bensì a Darrell Griffith, che impiegò 150 partite per raggiungere la stessa milestone.

In questa sua stagione da sophomore, Mitchell sta viaggiando a 23.3 punti di media, con una percentuale dal campo del 42%, e del 33% dall’arco dei tre punti. L’ex Cardinals si sta confermando davvero una potenza offensiva con grande atletismo, “Spida” si può ormai definire definitivamente uno steal del Draft, pescato nella tarda lotteria alla scelta n.13 dai Denver Nuggets e subito girato ai lungimiranti Jazz.

La cronaca della partita, Donovan Mitchell e Rudy Gobert guidano Utah

Vittoria di squadra che rischia di passare in secondo piano rispetto al record di Mitchell, ma di fondamentale importanza. I Jazz infatti continuano a essere lanciati nella lotta a 4 ad ovest con Houston Rockets, Portland Trail Blazers ed Oklahoma City Thunder. Utah ha confezionato un’ottima prestazione di squadra, guidata dai big men Favors (25 punti) e Gobert (22 e 13 rimbalzi), la cui schiacciata in faccia a Julius Randle ha annichilito entusiasmo e speranze di rimonta per i Pelicans e portato gli ospiti sopra di 9 negli ultimi 4 minuti.

Il recordman Mitchell, che ha segnato 22 punti dalla sua, ha parlato così del centro francese. “E’ una settimana che gli dico di schiacciare su qualcuno e finalmente l’ha fatto”. Donovan Mitchell ha poi lodato Derrick Favors: “Derrick è Hulk, ecco il suo nuovo soprannome! Gioca sotto il canestro e non teme nessuno“.

Per Gobert. “A volte devo pensare di meno e semplicemente cercare il contatto o schiacciare in faccia a qualcuno. Ci ha dato inerzia e ha mostrato a tutti che eravamo qui per vincere“.

A New Orleans non sono bastati i 23 di Randle, con coach Alvin Gentry che ha evidenziato i troppi punti subiti da situazioni di palla persa o nel pitturato come causa principale della sconfitta dei suoi.

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