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Spurs, Patty Mills donerà il suo stipendio a Black Lives Matter Australia

di Giovanni Oriolo

Dopo l’ennesimo atto di razzismo, in America (e non solo), migliaia di persone sono scese in piazza a manifestare (o in altri modi personali come sui social) contro la discriminazione razziale.

Tanti sono stati i giocatori NBA ed NFL visti marciare per le strade americane in mezzo alla folla come segno di protesta (come Giannis, Middleton, Brown, Ball e tanti altri). Questa protesta, però, non è rimasta solo sul suolo americano, ma ha preso un carattere globale sotto lo slogan “Black Lives Matter“. La point guard dei San Antonio Spurs Patty Mills ha deciso che donerà lo stipendio che incasserà giocando ad Orlando a tre diverse associazioni che lottano il razzismo in Australia.

Patty Mills dona un milione di dollari a Black Lives Matter Australia

Il 31enne di Canberra ha confermato che sta bene e che ci sarà alla ripresa della stagione. In più, in un video postato sul suo account Twitter e su quello degli Spurs, la guardia della franchigia texana ha dichiarato il suo intento di far arrivare questo messaggio di fratellanza fino in Australia, il suo paese natale. Per questo, Mills, donerà un milione di dollari a delle associazioni australiane che lottano contro il razzismo.

“Sono assolutamente favorevole a questo messaggio che si alzando in America e voglio che ciò superi i confini degli USA. Per questo sono orgoglioso di dirvi che ho deciso che ogni centesimo che guadagnerò da queste 8 partite a Orlando lo donerò per la causa razziale. Nelle partite che giocherò ad agosto metterò insieme 1.017.818 milioni e 54 centesimi. Questi soldi andranno a tre associazioni che si chiamano Black Lives Matter Australia, Black Deaths in Custody e We Got You. Tutte e tre trattano le dinamiche inerenti al razzismo nello sport in Australia”.

Tante le iniziative di lotta contro il razzismo a Orlando

Diversi i giocatori che hanno rinunciato (per motivi personali o per problemi di salute) a tornare a giocare per chiudere la stagione.

Molti altri hanno voluto invece riprendere la stagione principalmente per mandare un messaggio di giustizia sociale al mondo intero tramite la cosa che meglio sanno fare. Questa è, ad esempio, la motivazione che ha convinto Jaylen Brown, guardia dei Celtics, a chiudere la stagione. Lui che è stato uno dei primi tra i giocatori a scendere in piazza, era contrario a tornare a giocare. Ma dice di aver cambiato idea perché ha capito che dalle partite può trarre una piattaforma globale tramite il quale diffondere il suo messaggio.

In più, la lega NBA e il sindacato dei giocatori, hanno lavorato sulla possibilità di sfruttare le partite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni relative alla giustizia sociale. Da ciò è scaturita l’idea di poter includere dei messaggi  di solidarietà (come Black Lives Matter o Justice Now) sul retro delle maglie che indosseranno gli atleti.

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