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NBA: Paul George si prende gara 5, i Clippers ancora in corsa: “E’ stato immarcabile”

di Michele Gibin
paul george

Gli LA Clippers avevano segnato 84 punti in tutta gara 4, in gara 5 a Phoenix con le spalle al muro sotto per 1-3 nella serie contro i Suns toccano quota 82 punti in neppure tre quarti di gioco, con un tiro da tre punti di Pat Beverley a 3 minuti dalla fine del terzo periodo.

La differenza? Paul George segna 20 punti nel solo terzo quarto, chiude con 41 punti totali la sua gara 5 e i Clippers passano per 116-102 tirando con il 54% dal campo alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix, rimandando a data da destinarsi la festa per la prima finale NBA dal 1993 dei Suns.

Suns che falliscono un match point casalingo d’oro. La gara 5 di Chris Paul e compagni inizia male nonostante le premesse (c’è anche Ivica Zubac out per i Clippers), Phoenix è subito sotto per 20-5 dopo un inizio infuocato di Marcus Morris mentre in attacco il pallone non vuol saperne di entrare, con Jae Crowder e Dario Saric a sbagliare tanti buoni tiri da tre punti.

Senza Ibaka e Zubac, oltre che senza Kawhi Leonard, Tyronn Lue pesca dalla sua panchina DeMarcus Cousins che in soli 11 minuti di gioco chiuderà con 15 punti e ben 12 tiri, con 3 rimbalzi, è il sintomo di una serata fortunata per i Clippers. “Fortuna” che LA si crea, ovviamente.

Pat Beverley è ancora efficace in difesa contro Devin Booker, che per mettere assieme i suoi 31 punti deve approfittare dei momenti in cui altri giocatori in maglia bianca provano a marcarlo. La buona notizia per i Suns in vista di gara 6 e che la loro star ha ritrovato la mira al tiro da tre punti (4 su 6), ma le buone notizie per i Suns finiscono più o meno qui.

Phoenix vede il vantaggio per la prima e unica volta in gara 5 sul 62-61 con 8 minuti da giocare nel terzo quarto, ma dura pochi secondi. Paul George segna due triple di fila, Beverley e Morris replicano a Cam Johnson, ancora Nic Batum schiaccia su assist di Marcus Morris e il solito George segna dalla media distanza l’89-78 che tiene lontani definitivamente i Suns.

I 41 punti di Paul George sono il suo season high ai playoffs, la star dei Clippers gioca la sua miglio partita stagionale nel momento del massimo bisogno dei suoi: i Clippers devono infatti rinunciare a Ivica Zubac, infortunato al ginocchio destro, e sono costretti a quintetti piccoli con Batum e Morris accanto a Terance Mann.

I Clippers riescono però con merito a non subire a rimbalzo (41-40) contro Deandre Ayton, e in attacco l’area dei 3 secondi è sempre libera e George ne approfitta, va in lunetta (8 su 8) e attacca Crowder, Bridges e Ayton. Chiuderà con 15 su 20 al tiro, e con 13 rimbalzi e 6 assist. George è diventato in gara 5 il primo giocatore nella storia dei playoffs NBA a segnare almeno 40 punti con il 75% al tiro, e con almeno 10 rimbalzi e 6 assist, una prova di rara efficacia.

Quello che non capisco su di lui è perché quando incappa in una brutta partita tutti ne devono sempre parlare. Le brutte partite capitano, sono felice per lui, ha saputo reagire e ha giocato una grande partita. E’ quello che fanno i grandi giocatori, reagire“, così coach Tyronn Lue a fine gara.

“Se la devono sudare”, Paul George racconta l’approccio a gara 5

Paul George è stato grande, e all’altezza le sue spalle tecniche Reggie Jackson e soprattutto Marcus Morris, in difficoltà per l’intera serie anche a causa di un problema al ginocchio destro, e che in gara 5 si sblocca. Per lui 22 punti con 9 su 16 al tiro, Morris segna 6 dei suoi primi 7 canestri nel solo primo quarto aprendo la via ai Los Angeles Clippers.

Per Reggie Jackson un’altra prova solida, da 23 punti con 5 rimbalzi e 3 assist e 4 triple a bersaglio. “Questo gruppo è fatto così, adoro questi ragazzi, lottano e danno tutto ogni sera nonostante tutto. Ovviamente la serie non è finita, ma stasera siamo stati in grado di scendere in campo in un ambiente ostile e portare a casa la vittoria“, ancora Lue.

Se (i Suns, ndr) dovevano vincere la serie, almeno che se la sudassero“, Paul George parla di gara 5 “E’ stata la nostra mentalità oggi, non avremmo ceduto di un millimetro, non avremmo gettato la spugna. Avrebbero dovuto sudare per batterci. La mia partita? Io scendo in campo per dare tutto me stesso e giocare, in situazioni come quelle di oggi si fa gruppo e si trova un modo per andare avanti“.

Le critiche? Non mi importano, fanno parte del lavoro. Io vado in campo e cerco di dominare, sia che questo significhi tirare bene che no, ma la partita in generale. Ora devo assicurarmi di essere di nuovo al 100% per la prossima partita“, ancora George Con l’esperienza ho imparato a non lasciare che le partite pesino. Ci ho lavorato su parecchio, in fin dei conti vivo sempre una vita stupenda, ho una bellissima famiglia, sono in cima al mondo nonostante tutto. Se dai tutto te stesso, puoi convivere con i risultati“.

Sono felice che abbia avuto la sua opportunità di essere il leader della sua squadra“, dice Marcus Morris di Paul George “Tutti noi vorremmo Kawhi Leonard in campo, sono però felice per Paul perché sta dimostrando di cosa sia capace nonostante tutte le chiacchiere“.

Paul George è immarcabile, non date retta a internet“, è la sentenza di DeMarcus Cousins.

 
 
 
 
 
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