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Pelicans, David Griffin: “Williamson giocherà minuti limitati” Zion scontento del trattamento?

di Gabriele Melina

I New Orleans Pelicans hanno dato il via alle otto gare di stagione regolare rimanenti con una sconfitta, occorsa giovedì scorso contro gli Utah Jazz. Uno degli avvenimenti che ha sollevato alcune proteste, è stata l’assenza dell’attesissima matricola Zion Williamson nei minuti conclusivi dell’incontro.

Con all’incirca 7 minuti al termine, il prodotto di Duke University abbandona il parquet per recarsi in panchina, e da quel momento in poi non ritorna più in campo. Williamson concluderà quindi l’incontro con 13 punti ed un 6 su 8 al tiro in quindici minuti di gioco, tuttavia, il numero limitato di minuti giocati dalla prima scelta dello scorso draft ha fatto storcere il naso a molti.

Per chiarire il tutto, sono subentrati il capo allenatore dei Pelicans Alvin Gentry, ed il vice presidente esecutivo della medesima franchigia David Griffin. La motivazione dietro a tale decisione sarebbe stata la breve dipartita per motivi familiari dell’ala dalla bolla, la quale ha costretto il ventunenne a quattro giorni di isolamento ed un inevitabile ulteriore allontanamento dalla massima forma fisica raggiungibile.

“Siamo felici del fatto che lo vogliate vedere in campo per tutti i quaranta minuti, ma vi posso assicurare che non succederà. Siamo contenti di come lo abbiamo gestito nella prima partita, e faremo la stessa cosa anche nelle gare a seguire. Questi momenti servono solo per metterlo in ritmo, dato che non ha avuto lo stesso tempo dei suoi compagni per allenarsi seriamente”.

Pelicans: l’obiettivo principale sono i playoffs o salvaguardare il fisico di Williamson?

A seguito della dichiarazione di due dei membri più importanti dell’organizzazione Pelicans, un punto di domanda è sorto in modo abbastanza spontaneo: New Orleans ha quindi intenzione di limitare i minuti di Zion Williamson, a costo di vincere qualche gara in meno, oppure queste limitazioni verranno col tempo rimosse per puntare all’ottavo posto ad ovest?

Un dato però è certo: se la franchigia della Louisiana volesse veramente quell’ultimo posto nella corsa al titolo, allora il loro giocatore di maggiore prospettiva futura dovrebbe essere in campo, a pieno regime, già da ora. Al momento, i Pelicans hanno un record di 28 vittorie a fronte di 37 sconfitte, a pari merito con i Sacramento Kings per l’undicesimo posto nella Western Conference. Per di più, altre squadre in cerca di un posto ai playoffs hanno avuto successo nei loro scontri diretti, come ad esempio è stata la vittoria dei Portland Trail Blazers contro i Memphis Grizzlies.

Bisogna anche sottolineare che il calendario dei ragazzi di coach Gentry non è poi così impossibile da superare. Oltre ai Los Angeles Clippers, il resto delle avversarie sono i Memphis Grizzlies, i Sacramento Kings, gli Washington Wizards, i San Antonio Spurs, e gli Orlando Magic, tutti duelli con una buona probabilità di riuscita per Brandon Ingram e compagni.

Assieme all’effettiva presenza dei giocatori sul campo, per ottenere una vittoria è importante che ognuno sia soddisfatto del proprio ruolo, pronto a sacrificarsi per il resto della squadra. Detto ciò, secondo quanto riportato da Chris Haynes, insider NBA per Yahoo Sports, Williamson non sarebbe poi così contento di dover giocare sotto restrizioni di minutaggio.

Pelicans, Zion Williamson “poco contento” di giocare minuti limitati

A seguito della sconfitta per 106 a 104 contro gli Utah Jazz, Zion Williamson è sembrato molto scontento ed arrabbiato agli occhi di chi lo ha intervistato nel post-gara: “Zion era sicuramente arrabbiato, voleva essere lì sul campo. Svariati giocatori dei Pelicans credevano che, con la sua presenza, forse sarebbe arrivata una vittoria. Prima della palla a due, gli è stato detto che non era sotto restrizioni, eppure non è stato così. Probabilmente ciò è stato fatto per evitare che si alterasse, ma comunque Zion non si aspettava di vedere il campo solo per quindici minuti“.

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