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Anche Philadelphia, il posto in cui tutto è nato, celebra Kobe Bryant

di Francesco Catalano

A Philadelphia è stata la notte del rientro in campo coi Sixers di Joel Embiid dopo tre settimane di stop, ma è stato anche il momento di ricordare Kobe Bryant nella sua città natia.

Kobe ha giocato da ragazzo alla Lower Merion High School, un college meno blasonato rispetto ai soliti citati. Ed è riuscito a portarlo nel 1996 nella classe AAA. Uno dei primi traguardi della sua grandiosa carriera. E a Philly si è voluto ricordare anche quel momento: le origini del campione. La sua maglia numero 33 del college è stato proiettata sullo schermo e sono seguiti proprio 33 secondi di silenzio per ricordare la sua memoria. Nella giornata ha parlato per la prima volta anche il suo coach del college, Gregg Downer, e lo ha fatto indossando proprio la sua giacca da riscaldamento col numero 33.

Tutto il pre-partita è stato omaggiato al Black Mamba. Infatti, invece di annunciare i quintetti delle due squadre,il pubblico ha potuto guardare in silenzio un video che celebrava la carriera del numero  8 e 24 dei Los Angeles Lakers. I giocatori dei Philadelphia 76ers, poi, hanno deciso di svolgere il warmup prima del match con le magliette di Kobe. Chi col numero 8 e chi col numero 24.

Sixers-Warrios, Embiid celebra Kobe indossando il numero 24

Ben Simmons sulle scarpe si è fatto scrivere “Mamba Forever” e “RIP GiGi”, in ricordo della figlia 13enne Gianna Maria, deceduta insieme al padre nello schianto dell’elicottero a Calabasas nella serata di domenica 26 gennaio. Ma colui che ha voluto celebrare anche durante l’incontro Kobe è stato Joel Embiid.

Invece di indossare la sua canonica canotta col numero 21, il lungo camerunense ha deciso di giocare proprio col numero 24 di Kobe. E per farlo ha ottenuto anche il beneplacito di dell’Hall of Famer Bobby Jones, dato che il numero era stato ritirato.

E nonostante Embiid avesse ancora una fasciatura evidente al dito anulare della mano sinistra, è riuscito comunque a fare un’ottima prestazione guidando i suoi alla vittoria per 115 a 104 contro degli Warriors coriacei. Casualmente il tabellino personale di Embiid, a fine partita, ha segnato proprio 24 punti.

Anche Philadelphia ha celebrato perciò il suo eroe. Va detto, tra Kobe e Philly ci sono stati momenti di tensione, alcuni screzi e il rapporto non è sempre stato disteso. Ma si sa: il luogo in cui si è nati e in cui si sono vissuti i primi anni della nostra vita sono sempre speciali. Si può scappare, evadere, fuggire, ma alla fine si ritorna sempre un po’ in quei posti. Perché lì è vissuta una parte di noi.

Tutto  è partito da lì. Come Los Angeles, e come anche l’Italia, Philadelphia sarà sempre casa di Kobe Bryant.

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