Home NBA, National Basketball AssociationNBA in EvidenzaChris Paul domina gara 6, i Phoenix Suns sono in finale NBA! “Oggi non potevo perdere”

Chris Paul domina gara 6, i Phoenix Suns sono in finale NBA! “Oggi non potevo perdere”

di Michele Gibin
chris paul finale NBA

Chris Paul segna 41 punti in gara 6 e i Phoenix Suns si guadagnano la prima finale NBA dal lontano 1993, allo Staples Center di Los Angeles contro i Clippers gli uomini di coach Monty Williams straripano e vincono per 130-103.

Paul arrivava a gara 6 con il 29% al tiro da tre punti, la sua peggior percentuale in carriera ai playoffs e aspetto del gioco in cui l’infortunio alla spalla destra rimediato in gara 1 della serie di primo turno contro i Los Angeles Lakers si era fatto sentire più in profondità.

In gara 6 contro i Clippers, CP3 che con la cattiva sorte alla post-season aveva un conto in sospeso, chiude con 7 su 8 al tiro dalla lunga distanza. Paul segna 19 dei suoi 41 punti nel terzo quarto, quando dei Clippers esausti, nervosi ma che non vogliono arrendersi trovano la forza per un parziale di 10-0 che li riporta sull’82-72 Suns.

Per Chris Paul 31 punti nel solo secondo tempo di gara 6, chiuderà con 16 su 24 al tiro e 8 assist con zero palle perse. Devin Booker fatica ancora al tiro da tre (1 su 7) ma segna 22 punti con 7 assist, dopo il passaggio a vuoto di gara 5 Deandre Ayton torna a dominare sotto canestro con una doppia doppia da 16 punti e 17 rimbalzi. Jae Crowder, arrivato a Phoenix a inizio stagione proprio per momenti del genere, segna 5 delle 9 triple tentate e termina con 19 punti, i Suns segnano 17 tiri da tre di squadra e con il 56% al tiro.

Chris Paul riesce finalmente ad agguantare la sua prima finale NBA in carriera a 36 anni, da avversario nell’arena che per 6 stagioni era stata il suo palcoscenico con la maglia dei Clippers di “Lob City”, tanto belli quanto inconcludenti e mai arrivati in finale di conference.

Ero in missione per non perdere oggi“, confessa Paul dopo la partita, quando i Suns ricevono il loro premio di campioni 2021 della Western Conference “Ora sono davvero emozionato, ne sono successe tante, davvero tante cose. E’ una gran bella sensazione“.

Il “fuoco amico” di un incolpevole Cam Johnson aveva rischiato infatti di mettere fine ai playoffs di Chris Paul già in gara 1 contro i Lakers, ormai un mese fa. Paul non è stato in grado per un’intera settimana di tirare, sostanzialmente, ma non ha saltato alcuna partita della serie e dato il suo apporto mentre con pazienza le sue condizioni miglioravano. La serie successiva contro i Denver Nuggets è stata la migliore della sua carriera ai playoffs, 4 partite dominate contro l’MVP della stagione Nikola Jokic.

Qundi la doccia fredda, il Covid e lo stop forzato che hanno fatto perdere a Paul le prime due partite della finale di conference contro i Clippers. Facile in una situazione del genere richiamare alla memoria la finale di conference del 2018, quando Chris Paul, allora agli Houston Rockets con James Harden, si infortunò e dovette guardare i suoi compagni sprecare un vantaggio di 3-2 nella serie e sciogliersi in gara 7 contro i futuri campioni NBA Golden State Warriors.

Sostenere dunque che Chris Paul fosse in credito con la sorte non è una frase fatta.

Sono davvero felice per le persone che mi stanno vicino, anche per la famiglia che ho lasciato qui ai Clippers. Questi tifosi, Billy Cristal, sono anche loro la mia famiglia. Questa è una squadra per cui ho un grandissimo rispetto, sarò per sempre un Clippers“.

In passato sono stato tante volte dall’altra parte, quella dei battuti, ma ho sempre saputo che con il duro lavoro è possibile accettare ogni tipo di risultato. Questa squadra è un gruppo di lavoratori, vederla crescere e sbocciare al momento giusto è stato bello“.

Di amore reciproco in gara 6 se n’è visto poco, a essere onesti. Gli LA Clippers hanno raschiato il fondo delle loro energie senza Kawhi Leonard e Ivica Zubac, Pat Beverlery e DeMarcus Cousins, a loro agio nel ruolo di “cattivi”, cercano di alzare il livello dello scontro fisico contro Paul e Ayton (anche in maniera gratuita con uno spintone alle spalle a gioco fermo di Beverley contro Paul, a partita virtualmente chiusa).

Paul George ha provato a replicare la partita perfetta di gara 5 ma anche per il numero 13 dei Clippers la spia della riserva si è accesa presto. Per lui 21 punti con 9 assist e 4 palle perse, 1 su 6 al tiro da tre. L’ultimo ad abbandonare il forte è stato Marcus Morris, 26 punti in 46 minuti e i canestri che fanno 89-82 Suns a fine terzo periodo: è proprio Morris a trovare nell’angolo sinistro Nicolas Batum, solo per vedere però nell’azione successiva Chris Paul chiudere la porta in faccia ai padroni di casa.

Il quarto quarto è una formalità per i Phoenix Suns che dilagano e chiudono la partita con un 33-20 di parziale, per Chris Paul è il momento della festa, con gli occhi già puntati però sul premio finale: “Lo voglio, non solo per me ma per ognuno di noi in questo spogliatoio“.

No, la missione di CP3 non è ancora finita.

 
 
 
 
 
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1 commento

Giorgio 1 Luglio 2021 - 18:09

Grandissimo.
Si è meritato e guadagnato alla stragrande la prima vittoria alle finali di conference e il primo arrivo alle finals.
Ricordando i tanti anni in cui ci è arrivato molto vicino, soprattutto quando ai Clippers, aveva Blake Griffin e Deandre Jordan come uniche stelle in squadra.
“Stelle” che oggi fanno i gregari di lusso in una squadra che ha due MVP, un pluri-allstar, uno dei migliori tiratori da 3 della lega e tanti altri role players, che non sono bastati.
Con Chris Paul vince il basket e lo sport.

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