Due le gare 4 giocate nella notte NBA, tra Philadelphia 76ers (1) e Atlanta Hawks (5) e tra Utah Jazz (1) e LA Clippers (4).
Sixers e Jazz, in vantaggio per 2-1 dopo tre partite, cercavano il punto del 3-1 per ipotecare le rispettive serie, impegnate fuori casa ad Atlanta e Los Angeles.
Playoffs NBA risultati: Hawks-76ers 103-100
Partita a due facce di Joel Embiid e dei Philadelphia 76ers, che controllano la partita nel primo tempo (62-49 il parziale) e poi la perdono nel secondo in volata e devono tornare a casa sul 2-2 nella serie.
Embiid gioca un secondo tempo disastroso, da 0 su 12 dal campo dopo aver condotto assieme a Tobias Harris i Sixers fino al +18 nella prima metà. Il centro camerunense è ancora sofferente per l’infortunio al ginocchio destro, e tra primo e secondo quarto torna per qualche minuto negli spogliatoi, ma resta in partita.
Con Embiid si sgonfiano anche i 76ers che segnano soli 38 punti nei secondi 24 minuti, gli Hawks si appoggiano a un Trae Young a sua volta sofferente per un infortunio alla spalla destra ma che chiude con 25 punti e ben 18 assist, e soprattutto il canestro del sorpasso Atlanta (99-98) a 1:17 dal termine. Embiid replica dalla lunetta ma Young sigilla il risultato con un 4 su 4 ai tiri liberi, Sixers e Hawks sono ora sul 2-2.
Gli Hawks completano la rimonta a fine terzo quarto con in canestri di John Collins, Young e Danilo Gallinari che segna la tripla del 77-75 Sixers a 2:16 da giocare nel terzo quarto, l’unico canestro dal campo del Gallo in 23 minuti. L’attacco dei Sixers si ferma, Philadelphia tenta di passare da Embiid che però litiga con il canestro ma ha ancora una possibilità di pareggiare con Seth Curry allo scadere da tre punti. Il tiro esce.
Joel Embiid chiude con 17 punti e 4 su 20 al tiro, e dopo la partita non nasconde le difficoltà fisiche dovute al ginocchio: “A questo punto devo solo tentare di fare il massimo possibile“. Tobias Harris segna 20 punti ma nel quarto quarto i Sixers non riescono a coinvolgerlo (“Troppo hero-ball“, dirà poi Doc Rivers), Ben Simmons chiude con 11 punti, 12 rimbalzi e 9 assist, Seth Curry con 17 punti segnati tutti nei primi tre quarti.
I Sixers sono senza Danny Green infortunato al polpaccio destro, Atlanta ha dovuto invece rinunciare dopo gara 2 a De’Andre Hunter. In gara 4 Bogdan Bogdanovic chiude con 22 punti e 9 su 24 al tiro, doppia doppia da 14 punti e 12 rimbalzi per John Collins, protagonista soprattutto nel terzo quarto.
Playoffs NBA risultati, Clippers-Jazz 118-104
Prova di forza degli LA Clippers che travolgono gli Utah Jazz con un primo quarto da 30-13 e una difesa che nel primo tempo non concede nulla a Donovan Mitchell e compagni.
Contro il quintetto piccolo dei Clippers con Marcus Morris e Nicolas Batum accanto al trio Jackson-Leonard-George, i Jazz ancora privi di Mike Conley non riescono mai a mettere piede in area con Mitchell e Jordan Clarkson e si devono affidare a tiri da fuori a bassa percentuale allo scadere dei 24 secondi. Il vantaggio dei Clippers cresce immediatamente grazie a un Paul George subito in palla, anche al tiro da tre punti, Mitchell prova a reagire da solo vista la malaparata dei suoi, con tre triple nel terzo quarto, ma il “cappello” alla partita lo mette già a fine primo tempo Kawhi Leonard, con una grandissima schiacciata su un malcapitato Derrick Favors.
La partita si chiude lì, i Jazz non tornano mai a meno di 17 punti di scarto fatto salvo che per una reazione nel finale, a punteggio già compromesso e che rende la sconfitta meno pesante. Leonard e George si guadagnano 23 tiri liberi e segnano 62 punti complessivi (31 a testa), Marcus Morris segna 24 punti con 5 su 6 da tre e tanti tiri importanti nel secondo quarto quando Utah prova a rifarsi sotto.
I Jazz pagano l’assenza di Conley e un inizio “ghiacciato” al tiro da tre punti; chiuderanno con 17 triple segnate ma si sbloccano troppo tardi per essere pericolosi. Mitchell, la cui caviglia destra resta un’incognita, segna 37 punti con 13 su 15 ai tiri liberi e solo Joe Ingles prova a seguirlo in attacco (19 punti), male invece Jordan Clarkson e la panchina dei Jazz

