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Dimissioni Morey, Fertitta: “Non abbiamo mai più parlato dell’affare Hong Kong”

di Michele Gibin

Dopo 13 anni, una finale di conference e 77 trade concluse da general manager, Daryl Morey non è più a capo del front office degli Houston Rockets, il geniale executive ha annunciato le sue dimissioni dall’incarico nella giornata di giovedì.

I Rockets, nella persona del proprietario della squadra Tilman Fertitta, hanno voluto precisare che non si è trattato del consueto licenziamento camuffato da dimissioni, ma di una decisione di Morey di fare un passo indietro e guardare a nuove prospettive e possibilità per il futuro. Il posto di Daryl Morey verrà ricoperto con ogni probabilità da Rafael Stone, già vice president of basketball operations, nel segno della continuità.

Fertitta e Morey hanno rilasciato un comunicato stampa congiunto, ed evitato sapientemente di citare il caso Twitter-Hong Kong che 12 mesi scosse le relazioni strategiche NBA-Cina e generò una vera crisi diplomatica tra le parti, i cui effetti sono stati quantificati in 300 milioni di dollari di mancati introiti. “Io e Morey non abbiamo mai più scambiato una parola su quell’affare“, ha confermato Fertitta al NY Times.

Che a Houston fosse terminata un’era lo si era già intuito con l’addio di Mike D’Antoni dopo 4 stagioni. Morey e l’ex coach dei Phoenix Suns avevano creato i Rockets capaci di andare ad una gara 7 di distanza dal battere gli imbattibili Golden State Warriors di Steph Curry, Kevin Durant, Klay Thompson, Draymond Green, Andre Iguodala e coach Steve Kerr. Il posto di lavoro di Morey era “saldo”, come confermato da Fertitta, nonostante il flop agli ultimi playoffs, Daryl avrebbe dovuto scegliere il prossimo allenatore della squadra.

Daryl Morey ha però spiegato come la decisione di dimettersi fosse nata dopo l’eliminazione per 4-1 per mano dei Los Angeles Lakers, al termine di una serie in cui la squadra era parsa aver staccato la spina dopo le prime 3 ottime partite e sotto 2-1.

Morey lascerà ufficialmente il posto di general manager a partire dal primo novembre 2020, è dunque probabile che il suo ultimo atto formale da executive sarà la scelta del prossimo capo allenatore, con John Lucas e Jeff Van Gundy tra i nomi più caldi tra i tanti circolati. In 13 stagioni, i Rockets di Morey hanno raggiunto 10 volte i playoffs, Daryl Morey fu esecutive dell’anno nel 2017\18 e sotto la sua guida a Houston sono arrivati (e andati) giocatori come Dwight Howard, Chris Paul e Russell Westbrook, con James Harden star e candidato perenne al premio di MVP stagionale.

Gli Houston Rockets di Daryl Morey hanno avuto il torto di aver mancato l’appuntamento con la storia nel 2018, con gli Warriors sulle gambe e complice l’infortunio meno tempestivo della storia, quello di Chris Paul in gara 5 delle finali di conference con la squadra in vantaggio per 3-2 nella serie. Paul non avrebbe più giocato in quei playoffs, i Rockets furono traditi in gara 7 dal tiro da tre punti (27 errori consecutivi!) e gli Warriors poterono marciare indisturbati sopra i Cleveland Cavs più deboli di sempre della seconda venuta di LeBron James.

La trade per Russell Westbrook (necessaria per disfarsi di un Chris Paul ai ferri corti con Harden e D’Antoni), e poi ancora la decisione di sacrificare Clint Capela per Robert Covington e la small ball sono state mosse coraggiose, ma che avevano tutte le caratteristiche dell’ultima spiaggia per una squadra, i Rockets di Daryl Morey e Mike D’Antoni, che ha certamente raccolto meno di quanto seminato, ed ipotecato il proprio futuro (cedendo scelte future a non finire) per rincorrere un anello NBA mai arrivato. 

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