fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationNBA News Rudy Gobert racconta: “Coronavirus, ho perso senso del gusto e olfatto”

Rudy Gobert racconta: “Coronavirus, ho perso senso del gusto e olfatto”

di Michele Gibin

Rudy Gobert degli Utah Jazz, il “paziente 0” della NBA per l’epidemia da Sars-CoV2 negli Stati Uniti, ha voluto condividere un aggiornamento sulle sue condizioni, a 11 giorni dal test risultato poi positivo. Via Twitter, Gobert ha raccontato di soffrire di alcuni giorni di uno dei sintomi tipici dell’infezione da nuovo coronavirus, la perdita pressoché totale di olfatto e gusto.

Solo per darvi un piccolo aggiornamento“, scrive Gobert “So che perdita di gusto e olfatto sono due sintomi, io da 4 giorni non sento più praticamente nulla. Qualcun altro come me sta provando questa cosa?“. Nei giorni scorsi, il lungo dei Jazz ed ex difensore dell’anno nella NBA aveva tranquillizzato tutti sulle sue condizioni di salute, buone e senza sintomi particolari a parte lo stato influenzale che aveva preceduto la partita dell’11 marzo contro i Thunder (poi mai giocata) ed il test per l’infezione.

La perdita della capacità di gusto e olfatto è uno dei sintomi che la comunità scientifica ha osservato essere minori, e con un’incidenza del 30% circa, nei soggetti covid-positivi, i cui sintomi principali e rivelatori restano la febbre alta, dispnea e tosse. Rudy Gobert è stato il primo dei finora 14 giocatori risultati positivi al tampone diagnostico per il virus Sars-CoV2, assieme al compagno di squadra Donovan Mitchell, a Christian Wood dei Detroit Pistons, a 4 giocatori dei Broolyn Nets tra cui Kevin Durant, a 2 giocatori dei Los Angeles Lakers e a Marcus Smart, guardia dei Boston Celtics. Tutti casi fin qui dichiarati asintomatici.

Nei giorni successivi il test, e la sospensione a tempo indeterminato della stagione NBA, Gobert si era scusato pubblicamente per il suo comportamento leggero ed irresponsabile nei confronti di compagni e media (l’ormai celebre siparrieto con i microfoni in sala stampa), ed annunciato la decisione di devolvere ben 500mila dollari in beneficenza a dei fondi destinati  ai lavoratori della Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City e della Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City, nonché al Dipartimento di Sanità Pubblica francese.

E dalle pagine de L’Equipe, maggior quotidiano sportivo transalpino, è il connazionale Evan Fournier (Orlando Magic) a prendere le difese di Rudy Gobert: “Fa male sentire certe cose, è diventato il ‘quello del coronavirus’ nella NBA, il comportamento di alcuni, anche tra la stampa, nei suoi confronti è stato disgustoso. Non capisco poi perché rivelare i nomi dei giocatori positivi, si è creata una specie di gara al coronavirus, intollerabile… si poteva rendere noto senza spiattellare il nome in giro, i 76ers ed i Lakers lo hanno fatto, ad esempio“.

Philadelphia 76ers, Denver Nuggets e Lakers hanno infatti reso nota la positività di alcuni loro giocatori (Lakers) e “membri” (Sixers e Nuggets) senza precisazioni. Smart e Durant hanno deciso autonomamente di rivelare la loro positività al test, cosa non accaduta per Mitchell e Wood, il cui nome è apparso per primo a mezzo stampa.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi