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Sacramento Kings ancora a fondo, ira Walton: “Dove stiamo andando?”

di Michele Gibin

La pallacanestro è un gioco semplice: difendere senza fare fallo, fare le giocate giuste e segnare i buoni tiri“, parola di coach Luke Walton, adirato dopo la quindicesima sconfitta nelle ultime 18 partite dei suoi Sacramento Kings. I Detroit Pistons dei mille infortunati, e per di più senza Andre Drummond campeggiano sui Kings alla Little Caesars Arena andando in lunetta per ben 44 volte, e chiudendo la partita sul 127-106.

Derrick Rose è ancora una volta il migliore dei suoi, ma questa volta non è solo: i Pistons salutano il ritorno in campo dopo 3 mesi d’assenza di Reggie Jackson, che ritrova il campo dopo i problemi alla schiena e chiude la sua partita con 22 punti e 4 assist in soli 18 minuti di gioco. Christian Wood è perfetto al tiro (7 su 7) e quasi perfetto in lunetta (9 su 11), ed il disastro in casa Sacramento Kings è servito.

53.4% al tiro per i Pistons, ai Kings non rimane che contare le palle perse (17) ed i 7 uomini in doppia cifra per i padroni di casa: “Non abbiamo fatto niente di niente in campo. Non so dove il nostro ardore competitivo sia finito, forse pensavamo che con tutti gli infortuni (dei Pistons, ndr) la partita sarebbe stata semplice“, riflette ancora Walton “Io sono una persona paziente, e credo in questo gruppo ma abbiamo bisogno di iniziare le partite in modo diverso, più concentrati. Ripeto, io ho la fiducia più totale in questi giocatori ma dobbiamo sistemare molte cose, e in fretta: facciamo errori che non si dovrebbero fare arrivati a questo punto“.

La partita di mercoledì a Detroit è stata una marcia triste verso un’altra sconfitta: dopo un primo quarto equilibrato, i Kings hanno concesso 31 punti nel secondo e 36 nel terzo quarto ai Pistons. Altri 34 ne sono arrivati a partita ormai chiusa, nel quarto periodo. La malaparata ha dato modo a Walton di schierare i nuovi acquisti Kent Bazemore e Anthony Tolliver, con l’ormai ex Blazers Bazemore a mostrare buone cose in uscita dalla panchina.

Pensare però che l’arrivo dei due veterani possa cambiare le cose pare quanto meno ottimistico: “Il problema è che le nostre pause in partita durano troppo, e sono troppo frequenti” Così De’Aaron Fox, giovane star dei Kings “Giochiamo a volte una buona pallacanestro, e tante altre volte no. Dobbiamo essere più continui (…) e giocare assieme un buon attacco ed una buona difesa: ci sono momenti in cui non facciamo mai canestra ma difendiamo forte, altri in cui la palla entra ma concediamo troppo, le due cose oggi si influenzano a vicenda“.

E’ possibile che da qui al prossimo 6 febbraio, data della trade deadline del mercato NBA, il roster dei Kings possa cambiare ancora volto, ed in maniera ancora più profonda: Dewayne Dedmon è sul mercato, Bogdan Bogdanovic no ma la sua situazione contrattuale, e la situazione attuale della squadra meritano una riflessione. Harry Giles e persino Nemanja Bjelica potrebbero interessare a tante squadre in giro per la lega.

Ma la stagione 2019\20 dei Sacramento Kings è stata finora una delle delusioni più evidenti di quest’anno.

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