Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDetroit Pistons Simone Fontecchio: “All’Olimpia non giocavo e sono sparito. Poi le Olimpiadi”

Simone Fontecchio: “All’Olimpia non giocavo e sono sparito. Poi le Olimpiadi”

di Michele Gibin
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Simone Fontecchio, AKA “Tech 19” o “Tek” per la fanbase social dei Detroit Pistons che non ci ha messo molto a apprezzarne il talento, si sta godendo l’opportunità di dimostrare le sue qualità anche in Michigan dopo la trade con cui ha lasciato gli Utah Jazz, la sua prima squadra NBA, dopo un anno e mezzo a febbraio.

A Detroit in un contesto – va detto – perdente e aperto agli esperimenti, Fontecchio sta viaggiando a oltre 15 punti di media con il 42% da tre. Che altro non è che la continuazione di quanto di buono fatto vedere a Utah da ottobre a febbraio quando coach Will Hardy gli ha concesso più spazio e anche il quintetto base. Simone ha parlato del suo viaggio NBA finora a The AThletic.

La NBA a 26 anni? E’ stata una scelta facile, vedi passare il treno, l’opportunità e allora l’afferri. Ho pensato, è una cosa di tre anni e farò di tutto per far si che abbia successo, se poi non va pazienza ma farò di tutto perché funzioni. Senza, avrei sempre potuto tornare in Europa sapendo di aver fatto il possibile. In questi due anni ho lavorato tantissimo e ora sono grato di essere in questa posizione“. Ovvero quella di un’ala NBA di 28 anni, con un grande tiro da fuori e braccia lunghe e centimetri abbastanza per avere impatto anche in difesa. E che sarà restricted free agent al termine della stagione.

Fontecchio ha ammesso che sono state le Olimpiadi di Tokyo nell’estate 2021 a rimetterlo sulla carta nautica della NBA, dopo gli anni in cui da giovane prospetto si era trasferito all’Olimpia Milano, dove aveva trovato pochissimo spazio. “Ero sui radar NBA anche quando ero giovane, poi ne sono uscito in effetti. Le Olimpiadi mi ci hanno rimesso (…) ero andato a Milano, ho firmato un contratto di tre anni e non ho giocato granché. E se non giochi non hanno la possibilità di vederti. Comunque non cambierei nulla di quella scelta“. Olimpiadi arrivate in mezzo a due anni di grande crescita in Europa tra Alba Berlino e Baskonia, anche in Eurolega.

Simone ha anche parlato del suo aspetto da ragazzo italiano appassionato di NBA, sin dal 2006. Il suo giocatore preferito da ragazzino era Dwyane Wade, in campo in quelle Finals con i Miami Heat e vincitore del titolo. “Poi l’ho ritrovato come coproprietario a Utah, è stato bello. Gli ho detto che era il mio preferito, abbiamo bevuto una cosa assieme, è stato simpatico. Il giocatore italiano più forte? Danilo Gallinari, per le cose che ha fatto e la carriera che ha avuto, secondo me è il miglior italiano di sempre (…) spero possa vincere ora con i Bucks“.

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