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Stephen Curry sull’infortunio di Klay Thompson: “Un pugno nello stomaco”

di Michele Conti

Stephen Curry non avrebbe mai voluto immaginare di trovarsi di nuovo in una tale situazione. Non avrebbe mai voluto dover parlare delle emozioni negative che ti sovraccaricano quando il tuo miglior amico, e compagno, subisce un simile infortunio. Invece, è dovuto tornare in questo vortice di amarezza e rabbia. Nella giornata del 19 novembre, è arrivata la comunicazione ufficiale da parte dei Golden State Warriors. Klay Thompson salterà l’intera stagione 2020/21 a causa di un infortunio al tendine d’Achille. L’incidente è avvenuto a Los Angeles, mentre lo Splash Brother stava disputando un workout con altri giocatori NBA.

Stephen Curry e Klay Thompson sono compagni di squadra dal 2011, e la loro leadership tecnica, unita a quella emotiva di Draymond Green, è stata la forza trainante del loro successo. Nessun trio nella storia della NBA ha mai ottenuto una percentuale di vittorie più alta di loro, su un minimo di 400 partite disputate. Thompson ha già mancato l’intera stagione 2019/20, in seguito all’infortunio occorso in gara 6 delle finali NBA 2019, poi perse dai Golden State Warriors già privi di Kevin Durant. La franchigia della baia è una delle otto squadre che non scende in campo dallo scorso marzo. L’assenza di Klay Thompson pone gli Warriors ai piedi di una salita che con l’apporto su entrambi i lati del numero 11, sarebbe stata sicuramente più semplice da scalare.

Le parole di Stephen Curry

Stephen Curry è stato ospite di Marc J. Spears di The Undefeated. Il numero 30 degli Warriors ha dichiarato di essere venuto a conoscenza dell’entità dell’infortunio durante una videochiamata con Bob Myers e Steve Kerr. Le sue parole sui momenti che hanno seguito la notizia testimoniano il disagio nel dover vivere nuovamente una situazione di sconforto. Un dolore che non è solo degli Warriors, ma di tutta la lega.

Come ti puoi sentire per un ragazzo che ha lavorato così duramente. Ha seguito un lungo processo di riabilitazione e ha passato ogni giorno in palestra, già tre settimane prima del training-camp. E poi, succede una cosa simile. Klay è la miglior guardia a tutto campo nella lega. Ricevere quella chiamata è stato un pugno nello stomaco. Ho versato molte lacrime. Ma noi saremo al suo fianco, in ogni momento del suo percorso, saremo sempre connessi a lui. Tornerà forte come prima, perché è un uomo che ama il gioco profondamente. Due anni e mezzo di riabilitazione sono difficili per chiunque. Nonostante questo, abbiamo speranza e fiducia che le cose andranno per il meglio. Klay tornerà sé stesso.

Il playmaker degli Warriors non si dà per vinto

L’attesa per vedere finalmente in campo uno dei migliori duo della lega era energica e contagiosa. Si dovrà attendere ancora. Ma questo non induce Stephen Curry a dare per vinta la sua squadra per ritagliarsi un ruolo da protagonista. I Golden State Warriors dovranno tirare fuori il meglio dai suoi giocatori di contorno ai due All-Star, e dai suoi giovani prospetti. Un importante e precoce salto di qualità sarà richiesto al fine di presentare un roster competitivo sin da subito.

La off-season è stata piuttosto fitta di impegni per la dirigenza. La compensazione dell’infortunio di Klay Thompson è lontanamente immaginabile. Con l’acquisizione di Kelly Oubre Jr., Kent Bazemore e Brad Wanamaker, gli Warriors hanno rinforzato il reparto piccoli nelle loro migliori possibilità. Inoltre, l’aggiunta della scelta numero due al Draft 2020, James Wiseman, potrà donare una nuova dimensione alla quadratura offensiva di Steve Kerr. Draymond Green sarà impaziente di ritornare a sfogare la frustrazione accumulata la scorsa stagione. Eric Paschall ed Andrew Wiggins dovranno dimostrare di valere la fiducia concessa. Ecco perché Stephen Curry si dice fiducioso per il futuro.

All’inizio sarà difficile. Sono sette mesi che attendiamo di ritornare in campo. E non vedere Klay sarà strano. Ma abbiamo fatto un ottimo lavoro durante la off-season. Con James Wiseman e le nostre scelte, e la free agency, abbiamo costruito un solido roster. Avremo bisogno di un grande impegno da chiunque. Possiamo competere con chiunque nella lega. Non fraintendete, Klay è pazzesco e mancherà moltissimo. Noi abbiamo sentito le chiacchere riguardo la nostra fine come squadra. I Los Angeles Lakers sono i campioni in carica. Dovremo batterli. E saremo pronti.

Come leader, Stephen Curry intende diffondere motivazione e instaurare subito un morale alto. Sarà una ennesima sfida da accogliere. E non c’è uomo migliore di lui per farlo.

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