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Steve Kerr, saltando la finale, entra nella storia

di Domenico Taverriti

LA CATTIVA NOTIZIA E IL CASO STORICO

Il coach dei Golden State Warriors, Steve Kerr, sembra esser entrato nella storia, oltre che per i suoi successi sportivi, anche per le sue assenze dalle partite del proprio team.

Infatti, proprio in questi giorni, Kerr ha dichiarato che non sarà presente sulla panchina dei Warriors nella partita di apertura dei playoffs NBA, contro i Cleveland Cavaliers.

Se il coach di Golden State non riuscirà a pattugliare la linea laterale durante la serie, creerà un caso storico già vissuto, e che affonda le sue radici nella finale 2016 e nella seconda metà di regular season della stessa annata.

L’assenza darebbe vita alla terza finale di fila, tra Cleveland Cavaliers e Golden State Warriors, con allenatori rispettivamente diversi rispetto a quelli della regular season.

Negli anni precedenti infatti, Steve Kerr dovette cedere il suo posto a Luke Walton e a Cleveland arrivò Tyronn Lue per sostituire il suo predecessore David Blatt.

Questi continui cambiamenti dell’ultimo secondo, hanno fatto si che la rivalità della partita si accendesse molto di più tra i giocatori piuttosto che tra le panchine, che non avendo riferimenti passati, hanno dovuto ogni hanno rivedere le proprie tattiche in base al coach che si sarebbero trovate davanti.

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LE CONDIZIONI DI STEVE KERR

Nel frattempo, la situazione di Steve Kerr, derivante dall’operazione svolta nel 2015, sembra non migliorare più di tanto e pare che il coach dei Warriors sia destinato a rimanere ancora un’altra volta fuori dai giochi.

L’ultima volta che Kerr abbandonò la panchina, subentrò Luke Walton che portò la squadra a fare il record di Regular Season 73-9 per perdere poi in finale.

Quest’anno la regular season è stata guidata completamente da Kerr ma ora l’head coach di Golden State sarà Mike Brown che dovrà cercare di portarsi a casa il titolo NBA, così da onorare il lavoro svolto dal collega per una stagione intera.

 

 

 

 

 

 

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