L’unica cosa imperfetta dell’ultima partita in regular season di Sue Bird in carriera a Seattle è stata il risultato, una sconfitta per 89-81 contro le Las Vegas Aces al termine di una sfida tra candidate MVP come A’Ja Wilson e Breanna Stewart.
Per il resto, l’atmosfera della Climate Pledge Arena (si, la KeyArena dei Sonics) ha reso indimenticabile l’ultima recita, playoffs permettendo, di una delle più grandi di sempre davanti al proprio pubblico. 18100 spettatori, area di celebrazione ma anche da playoffs vista l’avversaria, e una delle partite più belle della stagione per intensità e spettacolo.
Alla fine l’hanno vinta le Aces, con i 29 punti di A’Ja Wilson e i canestri decisivi di Chelsea Gray e Kelsey Plum. Per le Storm Breanna Stewart ha chiuso con il suo season high da 35 punti con 10 rimbalzi, Tina Charles ne ha aggiunto 19 con 9 rimbalzi ma non è bastato.
E Sue? La numero 10 delle Storm ha segnato 9 punti con 6 assist e 3 palle perse, e a 3 minuti dal termine ha avuto nelle mani la tripla del potenziale -4 che avrebbe potuto cambiare il finale della sua ultima partita davanti al suo pubblico, ma il suo tiro è stato sputato dal ferro, con la Climate Pledge Arena pronta a esplodere.
E dopo la sirena finale e gli abbracci con tutte le giocatrici, Sue Bird ha fatto un bilancio della sua ultima – sempre non contando per ora i playoffs – esibizione nella Emerald City che è stata la sua casa per 21 stagioni WNBA. “Non mentirò, perdere l’ultima partita in carriera qui fa abbastanza schifo. Ma persi anche la mia prima partita qui, per cui è OK. E’ stato comunque un pomeriggio indimenticabile per me“.
“La partita? Le Aces sono un’ottima squadra, io credo che abbiamo fatto troppi errori, me per prima, che potevamo evitare. 8 punti di scarto alla fine sono pure troppi per come è andata la gara. ma ci ritroveremo ancora contro…“. Le Seattle Storm hanno pagato soprattutto un terzo quarto da 8 palle perse, e ben 14 in totale a fine partita. Wilson e Stewart, candidate numero 1 e 2 al premio di MVP stagionale, si sono equivalse in campo e a fare la differenza è stata la qualità in attacco nel finale delle Aces, con Gray (15 punti e 9 assist) e Plum (16 punti).
Le Storm sono ora quarte in classifica e dovranno difendersi dalle Washington Mystics, indietro di sola mezza partita, Las Vegas ha invece protetto il suo secondo posto dalle Connecticut Aces.
A fine partita, Sue Bird ha ringraziato a centro campo il pubblico della Climate Pledge Arena di Seattle che gridava “Thank You Sue!”. “Per fortuna quest’anno non cantate ‘ancora un anno, ancora un anno’! Ora voglio solo ringraziare dal profondo del cuore, e dirvi quanto sono grata per oggi e per tutti questi 21 anni. Sin dall’inizio mi avete sempre sostenuta“. Prima della palla a due, era stato proiettato un video tributo con tanti messaggi di Megan Rapinoe, Lauren Jackson, Jewell Loyd, Russell Wilson, LeBron James, Chloe Kim, Robin Roberts, Michael Strahan, Swin Cash, Mike Bibby, Tanisha Wright e coach Geno Auriemma. Le Storm hanno quindi donato a Bird un anello speciale celebrativo dei 21 anni e 4 titoli WNBA vinti in carriera, e una maglia numero 6 di Team USA, con cui ha giocato e vinto ben 5 olimpiadi.
“Il tributo video è stato incredibile, poi vedere tutte quelle facce sugli spalti… poi inizia la partita e si pensa solo al campo, anche se ogni tanto alzavo gli occhi e sul megaschermo vedevo i miei higlights da rookie, e pensavo ‘cavolo, è davvero la mia ultima partita qui?‘.
Se le Storm riusciranno a proteggere il quarto posto in classifica si guadagneranno il vantaggio del campo al primo turno di playoffs, e quindi almeno altre due partite a Seattle per Sue Bird. Se cederanno il posto in classifica, esiste invece davvero il rischio che la serata di domenica sia stata l’ultima partita della carriera a Seattle.
“Ho giocato qui per 21 anni, il mio nome è diventato quasi un sinonimo per la franchigia. Ma io voglio rappresentare tutte le giocatrici che hanno giocato qui, tutti i titoli che abbiamo vinto, tutti i coach che sono passati negli anni, tutti quelli passato dal front office, dagli staff… Io sono solo un altro nome. Oggi era la mia serata e le persone sono state fantastiche a venire, ma l’ho vista davvero come una celebrazione delle Seattle Storm“.
“La WNBA ha fatto un balzo enorme in termini di popolarità nelle ultime 2 o 3 stagioni, siamo più popolari, la gente ne parla, si creano opportunità. E io so che non è sempre stato così. Se cè una cosa di cui sono sicura, è che la mia generazione ha saputo tenere tutto a galla, il gioco a galla, la lega. E questo ha permesso a queste nuove giocatrici di avere tante opportunità, avere delle atlete così a cui passare il testimone è una cosa bellissima“.

