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Terry Rozier ammette: “Prima di The Last Dance non sapevo che i Bulls avessero vinto così tanto”

di Michele Gibin

Dopo la fine di The Last Dance Michael Jordan ha usato il documentario evento di ESPN come strumento di motivazione per i suoi giovani Charlotte Hornets, fatti da giocatori per lo più troppo giovani per aver assistito dal vivo alle imprese dei Chicago Bulls degli anni ’90.

Terry Rozier e Devonte’ Graham, due dei pilastri su cui gli Hornets proveranno a rifondare dopo la partenza di Kemba Walker, hanno apprezzato l’iniziativa di MJ e Rozier ha persino trovato il tempo di aggiornarsi sui Bulls e su un periodo della storia NBA per sua stessa ammissione per lui un poco oscuro.

Terry Rozier: “Jordan ha visto qualcosa in me, ho imparato tanto”

Così Rozier a Jonathan Abrahams di Bleacherreport: “Ho imparato tanto di più anche solo guardando il documentario. Non sapevo che i Bulls avessero vinto addirittura 3 titoli NBA di fila, per due volte. Davvero, sono onesto, per fare una cosa del genere in questa lega devi essere super-speciale“.

Ammissione abbastanza sorprendente quella di Rozier, classe 1994. “Pensi di avere compreso la sua mentalità, poi però vedi il documentario e ti vengono i brividi. Oggi per me, giocare nei suoi Charlotte Hornets è pazzesco perché significa che Jordan apprezza il mio fuoco agonistico, vede qualcosa in me, ed io voglio continuare a migliorare“.

Terry Rozier si immagina in quei Chicago Bulls e ammette che non sarebbe stato però semplice avere Michael Jordan come compagno di squadra: “Forse ci saremmo scontrati, avrei risposto come fece Steve Kerr, io sono così competitivo. Avrei saputo riconoscere che (Jordan, ndr) aveva ragione, ma gli avrei fatto capire che io c’ero, ero lì con lui“.

Devonte’ Graham, la sorpresa in casa Hornets alla sua seconda stagione NBA, non ha potuto ammirare Michael Jordan dal vivo: “Ho sentito i racconti e viso i video, ma quando guardi The Last Dance ti trovi una nuova prospettiva. Capisci chi fosse Jordan, di come giocasse e come fosse un leader. Ed è per questo che è il più grande di tutti i tempi, sicuramente per me“.

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