Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsJazz, indagine sul caso Lindsey-razzismo, Elijah Millsap: “Spero in verifica trasparente”

Jazz, indagine sul caso Lindsey-razzismo, Elijah Millsap: “Spero in verifica trasparente”

di Michele Gibin
utah jazz elijah millsap

La NBA ha aperto una verifica basata su una sua segnalazione via social, ma l’ex giocatore degli Utah Jazz Elijah Millsap non è sicuro che l’indagine avverrà in maniera trasparente.

Elijah Millsap, fratello di Paul 4 volte All-Star e oggi ai Denver Nuggets, ha giocato per due stagioni tra 2014 e 2016 agli Utah Jazz e due giorni fa via Twitter aveva raccontato le circostanze di un supposto commento razzista ricevuto dall’attuale vicepresidente esecutivo dei Jazz Dennis Lindsey, nell’aprile 2015.

Lindsey, racconta Millsap, avrebbe apostrofato il giocatore minacciandolo di “rispedire il tuo c**o nero in Louisiana” durante una discussione in un colloquio di fine stagione a cui erano presenti anche coach Quin Snyder e Justin Zanik, oggi general manager della squadra.

Accuse che Lindsey ha negato con forza, sostenuto da Snyder che ha spiegato di non ricordarsi di tale episodio e che ha difeso l’executive: “Sarei rimasto scioccato dal sentire una cosa del genere, se fosse accaduta“.

Raggiunto da Associated Press, Millsap ha approfondito la sua denuncia. Ha raccontato di essersi sentito agitato per il colloquio e curioso di sapere cosa Lindsey e Snyder avessero da dire: “Mi aspettavo un buon parere, e invece le cose girarono presto per il peggio“, precisando poi sulla frase incriminata: “Mi disse: se dici ancora una parola, ti taglio e rispedisco il tuo c**o nero in Louisiana“, stato d’origine del giocatore.

Io so quello che dico, poi qualcuno, qualche consigliere o qualche figura del genere proverà a cambiare le cose e a farmi passare per un bugiardo“, spiega Elijah MillsapIo mi sono solo liberato di questa tortura personale che è tenersi le cose dentro, non per far stare male Dennis Lindsey o farlo passare per un razzista. Non penso sia un razzista, ma so quello che mi disse allora“.

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