“Attesa” come ci dice il Vocabolario Treccani è aspettare che avvenga qualcosa. È il tempo che si attende purché accada qualcosa. Ognuno di noi è in attesa del treno, di un pacco, di una buona notizia e così via. Tutti siamo sempre in attesa. Nel mondo NBA, in questo periodo, c’è un altro tipo di attesa, l’attesa del ritorno sul parquet di Klay Thompson.
Thompson manca sul parquet ormai da troppo tempo. Prima la rottura del crociato durante le Finals 2019 contro i Toronto Raptors, poi la rottura del tendine d’Achille prima dell’inizio della scorsa stagione. Nessuno ormai credeva più ad un suo ritorno, ed invece quel giorno è sempre più vicino.
Il numero 11 degli Warriors, infatti, in questo ultimo periodo si sta allenando con più intensità. Ha avuto finalmente l’ok dai medici per potersi allenare anche con i contatti di gioco, senza nessuna restrizione. Thompson, infatti, non è partito in trasferta con la squadra, perché si sta allenando in 5 contro 5, ottenendo ottimi riscontri.
Del suo recupero, ha parlato Steve Kerr dopo la vittoria di questa notte contro i Brooklyn Nets per 117-99: “Ha giocato in 5 contro 5 e continuerà a farlo nei prossimi giorni. Un’assenza di due anni richiede molto lavoro, non solo di riabilitazione, ma anche forza e resistenza. È fantastico che stia giocando, ma questo non significa che è pronto ad affrontare una partita già dalla prossima settimana, anche se sta progredendo davvero bene.”
Di fatti, i piani dei Golden State Warriors, sono quelli di far tornare sul parquet la loro stella nel periodo di Natale. Si ipotizza come data il 20 dicembre, quando gli Warriors giocheranno in casa contro i Sacramento Kings, per permettere a Thompson di tornare dopo due anni di assenza davanti ai propri tifosi, e per la prima volta al Chase Center.
Tutti aspettano Klay Thompson
Naturalmente, l’attesa del rientro di Klay Thompson riguarda anche i giocatori della squadra della Baia. Fra tutti, i suoi “compagni di anelli” Draymond Green e Stephen Curry, il quale si dice felice di sapere che il suo splash brother sta facendo degli ottimi passi in avanti. Sono tutti consapevoli che, il rientro di Thompson anche se non sarà subito al meglio, potrà aiutare ancor di più la squadra. E, se pensiamo che ad oggi il record degli Warriors è 12-2, con Thompson in campo possono diventare una seria contender al titolo finale.
E proprio Green ha voluto sottolineare questi aspetti e come il suo compagno abbia lavorato duramente per poter tornare a giocare: “È stato enorme. Dal punto di vista mentale, ha fatto qualcosa di enorme. Questo suo atteggiamento aiuta molto anche le persone che gli stanno intorno. Non vediamo l’ora che torni, sappiamo cosa porta in campo. Ha lavorato da matti e non vedo l’ora di rivederlo lì fuori.”
Ma gli Warriors oltre a Klay Thompson, aspettano anche un altro rientro. Quello del giovane ventenne James Wiseman, il quale nell’aprile scorso ha subito una lesione al menisco del ginocchio destro. Wiseman nelle partite giocate la scorsa stagione ha dimostrato già il suo grande talento. Sarà dunque un’altra importante pedina da aggiungere al roster di Golden State.
Steve Kerr ha parlato anche di Wiseman e del suo recupero, che sta avvenendo in maniera costante: “Sono ottimista sulle tempistiche del suo rientro. Non ci sono problemi strutturali o altro. È un infortunio che richiede molta attenzione e controllo quotidiano. È un processo lungo, ma Wiseman sta facendo molto bene, il suo atteggiamento è fantastico. Non vediamo l’ora che torni a giocare. Dobbiamo, però, essere pazienti.”

