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Coronavirus, Warriors a porte chiuse al Chase Center per due settimane

di Michele Gibin
chase center porte chiuse

San Francisco, i Golden State Warriors giocheranno le partite interne al Chase Center a porte chiuse per almeno due settimane, come misura cautelare per l’emergenza coronavirus sulla costa ovest degli Stati Uniti. Il divieto sarà esteso a tutte le attività ed eventi in programma al Chase Center.

La città di San Francisco sta adottando un’ordinanza che vieta gli assembramenti di persone oltre le mille unità, sarebbero dunque due le partite per i Golden state Warriors da giocare senza pubblico, quella di giovedì contro i Brooklyn Nets e quella del prossimo 25 marzo contro gli Atlanta Hawks. Nel mezzo, una trasferta di 5 partite per Steph Curry e compagni. Un provvedimento già nell’aria da alcuni giorni per la città californiana, dove erano stati accertati alcuni casi di infezione da coronavirus covid-19. Le autorità avevano dunque sconsigliati gli assembramenti di persone numerosi, lasciando intendere misure ancora più stringenti, che sono puntualmente arrivate.

La NBA e le 30 squadre terranno nella giornata di mercoledì una conference call per sancire le misure da utilizzare per ridurre i rischi di contagio tra atleti, staff e tifosi, così come tra spettatori alle partite. Sul tavolo le ipotesi porte chiuse, e la possibilità di spostare le partite su campi neutri, o da giocare a campi invertiti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha intanto dichiarato lo status di pandemia per la diffusione sul pianeta del virus covid-19.

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