DeMarcus Cousins è ottimista, il ritorno a playoffs in corso non è cosa impossibile e neppure coach Steve Kerr aveva escluso tale scenario nella giornata di domenica: “Il recupero precede per il meglio“.
Per ora il ritorno in campo rimane poco più di una speranza per Cousins, a quasi un mese dallo strappo al quadricipite femorale della gamba sinistra riportato in gara 2 della serie di primo turno contro i Los Angeles Clippers, ma l’ex giocatore dei New Orleans Pelicans vuole bruciare le tappe: “Il mio obiettivo è giocare ancora quest’anno. Non so ancora se questo sarà materialmente possibile, ma confido in un lieto fine, vedrete che accadrà”
E’ durata solo una partita ed una manciata di minuti della seconda la prima avventura in carriera sino ad oggi per DeMarcus Cousins ai playoffs. Gli Warriors hanno da subito chiarito che il giocatore sarebbe rimasto “presumibilmente fuori per il resto della post-season”, senza però mai parlare di stagione finita.
DeMarcus Cousins going through decent intensity workout after shootaround today. Clearly improving. He is holding out hope for a playoff cameo if Warriors make Finals.
— Anthony Slater (@anthonyVslater) May 6, 2019
“Non mi sono perso d’animo” Prosegue Cousins “I medici della squadra mi hanno spiegato, aiutato a capire (…) affronterò la riabilitazione giorno per giorno e vedremo. L’infortunio non è certo serio come altri in passato, la tempistica è stata davvero infausta, ed è quello che più mi ha fatto arrabbiare. Fa parte però del gioco, non sarà l’ultima volta che capita“.
DeMarcus Cousins ha cercato sin dal primo momento di tenere un atteggiamento positivo, senza dare peso ai tanti report che parlavano stagione finita per lui: “Tutti parlavano, sputavano sentenze senza sapere le cose, sono diventati tutti dottori… stiano tranquilli e mi lascino fare (…) fa male non poter giocare, vorrei essere in campo coi miei compagni, ma ho imparato a portare pazienza ed a non lamentarmi, tutto accade per una ragione, ed ho ricevuto tanti messaggi d’affetto e tanti ragazzi che hanno visto in me un’ispirazione, dopo tutto quello che sono riuscito a superare. So cosa devo fare e so che posso farlo“.
Le speranze di ritorno in campo per DeMarcus Cousins sono ovviamente anche legate alla durata dell corsa playoffs dei suoi Golden State Warriors, oggi in vantaggio per 2-1 sugli Houston Rockets ed attesi ad una gara 4 di fuoco al Toyota Center.
L’infortunio di Cousins si rivelato un problema per coach Kerr soprattutto per la relativa profondità della sua panchina. I minuti dell’ex Sacramento Kings sono andati a Andre Iguodala, Kevon Looney ed Andrew Bogut. Anche Alfonzo McKinnie ha trovato campo, ma Kerr è stato costretto soprattutto in questa serie di semifinale a chiedere gli straordinari a Steph Curry, Klay Thompson, Draymond Green, Kevin Durant ed al 36enne Iguodala (35 minuti di media per i 5 titolari Warriors, oltre 40 per Thompson, Durant e Green).
“La fatica non conta ora” Così Kerr “Sono i playoffs, si va in campo, si gioca e si cerca di vincere (…) non faremo rotazioni lunghe, non è questa la serie adatta per fare esperimenti perché (i Rockets, ndr) hanno tre guardie possono andare al ferro e ti mettono tanta pressione in attacco“.

