Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsGli Warriors perdono ancora e Curry sprona i suoi: “Non buttarsi giù e guardare avanti”

Gli Warriors perdono ancora e Curry sprona i suoi: “Non buttarsi giù e guardare avanti”

di Gabriele Melina
Curry Warriors

In una stagione come quella che stiamo vivendo, oltre al fattore vittorie e sconfitte, viene sempre di più messa alla prova una componente dei giocatori altrettanto fondamentale: la loro resilienza mentale, la loro volontà di scendere in campo serata dopo serata e dimostrare il motivo per il quale hanno raggiunto un così alto palcoscenico. La NBA è però un miscuglio a dir poco eterogeneo di talento ed età, ed è quindi necessaria la figura di un leader capace di trainare i suoi anche nei momenti più difficili.

Come Platone nel mito della caverna alludeva al filosofo che tira fuori il discepolo dall’oscurità dell’ignoranza, anche la superstar dei Golden State Warriors Stephen Curry ha cercato di guidare i suoi verso la luce. Ma quel qui sopra descritto non è un processo facile, anzi, spesso, in particolare nel mondo della pallacanestro, richiede una serie di fallimenti duri da mandar giù.

Dopo una sconfitta per ben 31 punti di svantaggio contro dei Los Angeles Lakers decimati, a seguito di una pessima gara terminata sul 141 a 119 per i Sacramento Kings, quest’ultimi non di certo i primi della pista, gli Warriors questa notte sono andati a sbattere contro l’ennesimo muro: meno 24 all’intervallo, meno 16 al termine del secondo tempo e quarta sconfitta consecutiva giunta contro gli Atlanta Hawks.

E’ in questo contesto che si inserisce la figura chiave del due volte MVP, a cui questa stagione viene richiesto un compito ben più arduo di far canestro, ovvero quello di spronare anche gli altri compagni a far meglio; richiesta dalla quale Curry non si è di certo tirato indietro e che, anzi, lo aiuterà molto nel proseguire il suo percorso di crescita da giocatore.

Ennesimo insuccesso per gli Warriors, Curry motiva i suoi nello spogliatoio

“Dobbiamo sviluppare un atteggiamento vincente serata dopo serata. Onestamente, siamo stanchi di essere continuamente stracciati, perché tutto ciò è imbarazzante. Dobbiamo maturare orgoglio per il modo in cui giochiamo. Perdere fa’ parte dell’equazione, ma non in questo modo“, queste erano le sagge parole proferite da Stephen Curry il 16 di marzo, a cui poi è seguito un discorso molto simile tenutosi proprio quest’oggi.

Il discorso ha toccato tutti i giocatori in maglia Warriors, uno fra tutti Kevon Looney, il quale ha poi dichiarato: “Quando si affrontano momenti del genere, ciascun giocatore deve guardarsi nello specchio. Steph ci ha fatto un bel discorso nello spogliatoio. Abbiamo attraversato molti alti e bassi quest’anno, perciò lui si è dedicato molto di più a motivarci e spronarci. Sentire la sua voce è un’ottima cosa perché è in grado di tranquillizzarci tutti”.

La maggiore difficoltà per la franchigia con sede a San Francisco è stata la fase difensiva. Escluso Draymond Green, a roster gli Warriors non possiedono dei grandi interpreti della difesa, è ciò si riflette molto chiaramente sul campo. Contro i Kings, Golden State ha concesso agli avversari poco più del 60% dal campo, mentre ad Atlanta ha concesso il 65%, due statistiche che da sole rendono l’idea del tipo di match giocato dagli Warriors.

La squadra guidata, in panchina, da coach Steve Kerr non è la prima ad affrontare un simile periodo di difficoltà, e non sarà di certo l’ultima, ed è anche per tal motivo che la disperazione è ancora molto lontana: al contrario, serve solo tornare a giocare con maggiore intensità e voglia di vincere, fattori che recentemente sono mancati, e non di poco, ad una squadra che ancora fatica a trovare il suo ritmo.

“Dobbiamo trovare un modo per uscire dalla fossa che ci siamo scavati, e l’unica via per farlo è quella di combattere“, ha riportato coach Kerr. “Dobbiamo dimostrare maggiore confidenza come gruppo, e dobbiamo uscire da questo momento di difficoltà uniti”. Ma l’ex point-guard dei Chicago Bulls è sicuramente l’ultimo a perdere le speranze, e difatti dalle sue parole si può intravedere un certo senso di giusto e calibrato ottimismo. “Sono abbastanza sicuro che ce la faremo”, ha poi aggiunto Kerr.

Mancanza di aggressività a cui anche Nico Mannion, sempre di poche parole, ha fatto riferimento: “Credo stiamo cadendo nella buca della non competitività”. Con le recenti sconfitte, i Golden State Warriors scivolano indietro al decimo posto, valido per il torneo play-in ma ovviamente non sufficiente per un biglietto diretto ai playoffs. Per degli Warriors privi di Curry si presenta nei prossimi giorni un periodo di pausa, a cui poi seguirà il match di martedì contro dei rinnovati Chicago Bulls.

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