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Heat, Oladipo sarà l’arma in più per tornare alle Finals?

di Dennis Izzo
Oladipo

Poco prima della trade deadline, i Miami Heat hanno messo a segno un colpo molto importante, assicurandosi le prestazioni di Victor Oladipo, in uscita dagli Houston Rockets. Il classe ‘92 lascia il Texas – dove era approdato dagli Indiana Pacers, in cambio di Caris LeVert – dopo appena 20 gare, con medie di 21.2 punti, 4.8 rimbalzi, 5 assist e 1.2 recuperi col 41% al tiro. In cambio, Houston ha ricevuto Avery Bradley e Kelly Olynyk, oltre alla possibilità di scambiare la scelta al Draft 2022 con gli Heat.

29 anni da compiere il prossimo 4 maggio, Oladipo sarà unrestricted free agent al termine della stagione attualmente in corso. Sulle sue tracce c’erano anche altre squadre, tra cui i New York Knicks e i Golden State Warriors, ma molte di queste hanno preferito non cedere alle richieste iniziali dei Rockets e aspettare qualche mese per firmare il giocatore in offseason. Miami, che vuole sfruttare al meglio gli anni del prime di Jimmy Butler, non ci ha pensato su due volte, aspettando il momento giusto per piazzare un colpo che potrebbe migliorare notevolmente il rendimento di una squadra chiamata a ripetere l’impresa dello scorso anno.

Se le rivali della Eastern Conference, tra cui soprattutto i Brooklyn Nets, i Philadelphia Sixers e i Milwaukee Bucks, si sono rinforzate, gli Heat non sono rimasti a guardare. Miami ha infatti confermato in blocco il nucleo di giocatori che raggiunse le Finals (eccezion fatta per Jae Crowder), affiancando loro Trevor Ariza, Nemanja Bjelica e, appunto, Victor Oladipo. Quest’ultimo era stato scelto dai Rockets per provare comunque a competere dopo la partenza di James Harden, ma l’infortunio di Christian Wood ha fatto piombare Houston negli abissi della Western Conference e l’ex Pacers ha rifiutato la proposta di rinnovo offertagli dalla franchigia texana.

Nuova avventura per Oladipo, rinforzo di spessore per gli Heat

Il due volte All-Star, nonché vincitore del premio di Most Improved Player nella stagione 2017/2018, era da tempo accostato a Miami, che si è rivelata in grado di assicurarsi uno dei giocatori più ambiti sul mercato senza rinunciare ad alcune delle pedine più importanti del suo scacchiere, tra cui Tyler Herro, Goran Dragic, Kendrick Nunn e Duncan Robinson. Con l’innesto di Oladipo, gli Heat si assicurano un giocatore capace di fare la differenza su entrambi i lati del campo e di farsi valere nei momenti decisivi. Il nativo di Upper Marlboro, insomma, offre a Erik Spoelstra un’arma in più per provare a battere la concorrenza di Nets, Bucks e Sixers e volare alle Finals per il secondo anno consecutivo.

Oladipo ha già giocato al fianco di numerosi All-Star nel corso della sua carriera, ma non si era mai trovato a far parte di un contesto tanto competitivo quanto quello che troverà agli Heat, con cui potrebbe debuttare nella sfida contro i New York Knicks in programma nella notte tra lunedì e martedì al Madison Square Garden. Altro aspetto molto interessante della sua nuova avventura è la convivenza con Jimmy Butler, con cui andrà a comporre una coppia a dir poco intrigante, soprattutto considerando la loro capacità di farsi valere quando la palla scotta e di fare la differenza nella metà campo difensiva.

Il tassello giusto?

Nei mesi scorsi, a Miami sono stati accostati alcuni dei migliori giocatori della lega, ma gli Heat sono stati costretti a rinunciare a ognuno di questi: Paul George e Giannis Antetokounmpo hanno rinnovato con Clippers e Bucks, James Harden è passato ai Brooklyn Nets, Bradley Beal è rimasto ai Washington Wizards e Kyle Lowry non si è mosso dai Toronto Raptors. Il rischio di rimanere con un pugno di mosche in mano, unito all’avvio di stagione tutt’altro che esaltante, ha portato molti addetti ai lavori a ritenere il ciclo degli Heat già al capolinea, ma Miami ha spesso e volentieri dimostrato di saper risorgere dalle proprie ceneri come poche altre squadre. Con Oladipo, la franchigia della Florida rilancia seriamente le proprie ambizioni in ottica Finals. Perché spesso basta un tassello in più per far svoltare una squadra già ben collaudata (i Toronto Raptors insegnano).

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