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Warriors, Kerr confessa: “E’ doloroso non poter giocare a Orlando”

di Francesco Catalano

I Golden State Warriors sono una delle otto squadre escluse dalla ripresa della stagione NBA 2019/20 e coach Steve Kerr ha detto che, per una squadra abituata a giocare e vincere, starsene fuori dalla battaglia non è per nulla facile.

I Dubs quest’anno hanno confezionato il record peggiore della lega con 15 vittorie e 50 sconfitte. Il risultato non è stato certo una sorpresa, anzi, era stato preventivato dalla franchigia. Dopo la finale persa contro i Toronto Raptors,  gli Warriors hanno perso durante la free agency due pilastri della loro dinastia come Kevin Durant e Andre Iguodala.

Il primo è finito in una sign-and-trade a Brooklyn, mentre D’Angelo Russell ha fatto il percorso inverso. Invece, Iguodala, finito a Memphis tramite trade, non è stato mai inserito nel progetto dei Grizzlies e si è poi accasato ai Miami Heat durante la trade deadline.

Poi, Klay Thompson ha dovuto saltare l’intera  stagione a causa della rottura del legamento crociato del ginocchio occorsa in gara 6 delle finali. Perciò, a trainare la squadra erano rimasti solo Steph Curry e Draymond Green. Per non farsi mancare nulla, dopo poche gare di regular season, Curry si è fratturato la mano saltando poi tutta la stagione.

Inutile dire che gli Warriors si sono ritrovati con un roster di matricole e giocatori mediocri, visti anche i continui acciacchi di Draymond Green.

Dopo aver raggiunto per 5 anni consecutivi le NBA Finals, essere addirittura esclusi dai playoffs è un bel cambio di prospettiva. Seppur all’inizio i Dubs erano d’accordo sul fatto di non essere ammessi nella bolla di Orlando, ora soffrono un po’ il fatto di non poter giocare. Lo ha ammesso coach Kerr.

Ovviamente, stiamo avendo davvero un’annata difficile. Quando è avvenuta la cosa di Orlando, penso che non molti di noi fossero dispiaciuti di non essere invitati. Specialmente Steph, Draymond e Klay. I ragazzi avevano bisogno di una pausa. Avevano bisogno di staccare.

Ma in questo momento io e Draymond la pensiamo allo stesso modo: vorremmo essere lì. Queste partite sembrano davvero divertenti. La NBA sta facendo un grande lavoro. I giocatori sembrano in forma. Non poter essere lì è doloroso”.

I Dubs si consolano preparando quella che sarà la prossima stagione. L’intenzione del front office è quella di riformare una squadra che può ambire al titolo ripartendo dallo zoccolo duro formato da Curry, Thompson e Green, e dal nuovo innesto Andrew Wiggins.

Tuttavia, in attesa della prossima stagione, le squadre escluse dalla bolla non possono nemmeno allenarsi in gruppo. L’ipotesi di una seconda bolla per queste squadre sembra naufragata. L’auspicio è che non si crei una differenza di trattamento e di preparazione tra le squadre escluse e quelle che  giocano ad Orlando.

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