Va ancora a rilento l’inizio di stagione dei Golden State Warriors, usciti sconfitti nella notte contro gli Charlotte Hornets. Ancora un brutto avvio di partita per i campioni in carica, che non hanno saputo sfruttare assenze pesanti negli Hornets, come LaMelo Ball e Terry Rozier.
A fare la differenza, in negativo questa volta, sono i titolari. Infatti, nel primo tempo, Stephen Curry non ha messo nessuna tripla a referto su 4 tentativi. Quando lui e Draymond Green erano in campo, gli Warriors avevano un plus/minus di -17. Le percentuali di tiro non erano affatto da Warriors, con il 39.6% dal campo ed il 25% dalla linea dei tre punti. L’intervallo della partita, infatti, si è concluso con un +12 di Charlotte.
Nel secondo tempo, poi, qualcosa è cambiato con una modifica in formazione. Steve Kerr ha, infatti, proposto una formazione più piccola, con Green centro e Jordan Poole in campo. Questo ha dato una scossa alla squadra, la quale è riuscita anche a portarsi in vantaggio alla fine del terzo quarto. La partita è andata poi punto a punto fino al 107 pari allo scadere del quarto periodo.
Nell’overtime si è ripetuto esattamente l’inizio di partita. Gli Warriors sono apparsi molto scarichi e stanchi. Non sono riusciti a contrastare la forza Hornets, perdendo così la partita 120-113. “Ad un minuto dalla fine eravamo a pezzi. Non perdiamo mai quelle partite, ma questa volta è successo”, dice Draymond Green al termine della gara.
La situazione Warriors, il commento dei protagonisti
Al termine della sfida, sono intervenuti i vari giocatori, dando le loro motivazioni in merito alla sconfitta. Tra questi c’è Kevon Looney, il quale dice di come la prima trasferta lunga della stagione è sempre molto complicata: “La prima partita verso la costa orientale è sempre molto difficile. Ci è voluto un po’ di tempo per trovare ritmo, per mettere forza nelle gambe. Quando, però, ci siamo riusciti il gioco è andato meglio. Quando questo succede, però, spesso poi è difficile tornare in partita.”
Stephen Curry a 23 secondi dalla fine del quarto periodo, ha avuto due occasioni per vincere la partita. Il primo tentativo stoppato da Dennis Smith Jr. Il secondo, una tripla che non si è neppure avvicinata al ferro. Lui stesso, poi, li commenta così: “Sono stato preso dalla voglia di chiudere la partita qui a Charlotte, nella mia città natale.” Curry ha chiuso la partita con 31 punti, 11 rimbalzi e 6 assist.
Oltre ai giocatori, naturalmente non poteva mancare l’analisi anche di coach Steve Kerr. Il pluricampione NBA si è detto soddisfatto della reazione che ha avuto la squadra, soprattutto dopo il cambio di formazione. Tuttavia, ci sono ancora diverse cose da migliorare: “Nel terzo periodo abbiamo ottenuto una buona motivazione. Steph Curry e Draymond Green hanno guidato la carica, seguiti da Jordan Poole. Eravamo entusiasti, perché finalmente stavamo mettendo in mostra il nostro gioco. Il passaggio ad una formazione più piccola ha dato a Curry più libertà, più spazio per operare.”
Nel corso della partita, si sono visti anche James Wiseman, il quale però è stato autore della sua partita più brutta da inizio stagione. Motivo per il quale, Steve Kerr ha dato più spazio a Jonathan Kuminga. Bene invece, nonostante la sconfitta, Ty Jerome, che sta trovando più spazio dopo l’infortunio di Donte DiVincenzo. “È stato solido”, dice Curry su Jerome. “Capisce come giochiamo, prende decisioni semplici. Rimane aggressivo. È di grande impatto.”
Gli Warriors adesso giocheranno questa sera, in back-to-back contro i Detroit Pistons.

