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Warriors, Lacob: “E’ difficile fare dei piani. Siamo pronti ad ogni scenario”

di Francesco Catalano

La sospensione dell’attuale stagione NBA provocherà danni economici enormi nella lega e lo sanno bene anche i Golden State Warriors e il loro proprietario Joe Lacob.

La NBA è ormai ferma da un mese esatto a causa della diffusione del Coronavirus in America. La lega di basket guidata dal commissioner Adam Silver è stata la prima lega sportiva a sospendere le sue attività a causa del virus. E lo ha fatto immediatamente alla notizia del contagio di uno dei suoi giocatori: Rudy Gobert degli Utah Jazz. L’emergenza ha poi investito tutti gli Stati Uniti che negli ultimi giorni stanno fronteggiando numeri spaventosi. Sembra che nei giorni avvenire lo stato di Donald Trump dovrà proprio affrontare il picco dell’emergenza.

In ottica sportiva, ancora non si sa nulla sulla possibile ripresa della NBA. Lo stesso Adam Silver ha pochi giorni fa ammesso che tutti navigano a vista e che prima di maggio non verrà presa nessuna decisione. Al momento l’unica strada percorribile pare quella di giocare a porte chiuse in un’unica sede, presumibilmente Las Vegas. Tuttavia, inizia ad aleggiare anche la possibilità che prevede la cancellazione della stagione.

Quest’ultima evenienza aggraverebbe ancora di più il danno economico. Generando conseguenze al ribasso per salary cap, stipendi e quant’altro. Lacob, interrogato su queste questioni, ha risposto così. “Stiamo considerando tutte le possibili risposte a queste domande. Ma ancora non ho una buona percezione perché non so cosa possa succedere. Non sappiamo quali saranno il salary cap e la luxury tax. Non sappiamo davvero ancora come muoverci. Dobbiamo pensare ai diversi scenari. Potrebbe succedere qualcosa di enorme, come potrebbe non succedere”.

Per cui, come ha ribadito il patron degli Warriors, al momento regna l’incertezza. Anche tra gli esperti. Le franchigia NBA dovranno prepararsi ad ogni evenienza, dato che la NBA per rientrare nei costi dovrà prendere decisioni drastiche. Tutto dipenderà molto dalla ripresa o meno della stagione attuale.

L’obiettivo di Golden State era quello di evitare di pagare la luxury tax dopo averlo fatto in questa stagione. Per riuscirci, infatti, hanno scambiato durante l’anno diversi giocatori per poter alleggerire il salary cap. Tuttavia, dopo un anno di transizione, la squadra della Baia vuole puntare nuovamente al titolo con Curry, Thompson, Green, Wiggins e magari una buona scelta al Draft. Lacob è stato chiaro: nella prossima stagione si vuole correre di nuovo per il Larry O’Brien Trophy.

“Abbiamo dei ragazzi con cui, alla loro età, possiamo provarci per una certa finestra di tempo. E ci proveremo sicuramente. Questo è il nostro piano per l’anno prossimo e quelli successivi. In ogni caso, molte cose possono cambiare. E ci adatteremo come ogni squadra a qualsiasi nuova situazione ci sarà in NBA”.

Nonostante l’alto grado di insicurezza, quindi, Lacob rimane fiducioso sul futuro della sua franchigia.

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