I Golden State Warriors si trovavano sul +13 alla fine del primo quarto, nella partita di questa notte contro i Sacramento Kings.
Ovviamente il tutto grazie ad uno Stephen Curry da paura, ben accompagnato dall’aggressività di Jordan Poole e da una difesa che (stranamente) è risultata formidabile, a differenza di quella cui siamo stati abituati in questo inizio di stagione.
Ma gli Warriors erano ancora ignari di ciò che sarebbe successo nel quarto successivo, che è il motivo principale per cui i campioni in carica si ritrovano ancora senza nessuna vittoria in trasferta.
Nel secondo periodo, Steph è tornato in panchina, ed è stato lì che tutto ciò che gli Warriors avevano costruito, ha iniziato a sgretolarsi irreparabilmente. Golden State conduceva per 32-21 quando Klay Thompson è entrato al posto del numero 30, esattamente ad 1.58 minuti dalla fine del primo quarto. E, quando Steph è rientrato, a 8.04 minuti dalla fine del secondo quarto, i Kings si trovavano improvvisamente sul -5, bravi poi a mantenere questo slancio per il resto del periodo, portandosi sul 64-62 a metà partita.
“Penso che nel secondo quarto siano state le palle perse a danneggiarci” ha detto il capo allenatore gialloblu, Steve Kerr. “Non stavamo eseguendo bene l’attacco e questo ha danneggiato la nostra difesa, mettendoci in difficoltà”.
Gli Warriors sono stati superati per 38-23 nel quarto in questione, hanno perso 8 palle, commesso 8 falli che hanno portato ad 11 tentativi di tiro libero per i Kings, e registrato solo un 2 su 10 al tiro da tre punti. E questa è stata la dodicesima volta in questa stagione che Golden State ha concesso la creazione di almeno 30 punti in un quarto.
In vantaggio per 98-91 all’inizio del quarto quarto, i Kings sono rimasti avanti fino a quando Curry non è rientrato in campo, a 9.03 minuti dalla fine. Steph ha cercato di rimettere in piedi la situazione con un paio di triple, e quando Klay ha messo a segno un tiro, gli Warriors hanno ripreso il comando della partita grazie ad un parziale di 13-2.
Peccato che tutto ciò non sia durato a lungo, perché i Kings gli hanno restituito il favore con un 13-4 che ha chiuso la partita e ha portato gli Warriors ad un record di sole 5 vittorie e 8 sconfitte.
E finì così, con una vittoria dei Kings per 122-115.
Domantas Sabonis ha guidato Sacramento con 26 punti e 22 rimbalzi, De’Aaron Fox ne ha aggiunti 22 e Keegan Murray 21. I Kings hanno poi sfruttato gli errori degli Warriors, poiché hanno trasformato 18 palle perse di Golden State in ben 26 punti.
“Siamo sempre stati una squadra ad alto tasso di palle perse“ confessa Kerr. “Anche vincendo siamo stati una squadra che ha fatto ricorso spesso ai turnovers. Ma c’è un tempo e un luogo preciso per queste cose. Alcuni si accettano e altri si devono ripulire. Quindi continueremo a lavorare su questo”.
Con 27 punti, Curry è stato tenuto sotto i 30 per la terza volta in questa stagione. Poole ha invece chiuso con 18 e Andrew Wiggins con 26.
Curry ha tentato solo 17 tiri, soprattutto grazie agli aggiustamenti difensivi dei Kings, che hanno raddoppiato Steph per tutta la partita. Ma, nonostante l’attenzione difensiva che attira, Steph non vuole riposare. Ha infatti dichiarato dopo la partita che intende “assolutamente” giocare nella partita di lunedì contro San Antonio.
“Ci vediamo lì” ha promesso.
Questa è la prima volta che gli Warriors hanno iniziato con un record di 0 vittorie e 7 sconfitte in trasferta, dalla stagione 1989/1990, secondo ESPN Stats & Info.
“Penso che stiamo facendo dei passi nella giusta direzione, sento che questa partita è stata migliore delle nostre ultime in trasferta” dice invece Kevon Looney. “Quindi dobbiamo solo continuare a crescere, continuare a migliorare e le vittorie arriveranno. Dobbiamo solo continuare a capire come cercare di mettere insieme una partita completa, sapendo che l’altra squadra si nutrirà del proprio pubblico e, probabilmente, giocherà meglio di quanto ci si aspetti”.

