Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors verso la trade deadline, Kerr: “Non possiamo stare fermi”

Warriors verso la trade deadline, Kerr: “Non possiamo stare fermi”

di Michele Gibin
trade durant rockets

“Disfati” dai Phoenix Suns per 130-105 in casa propria al Chase Center, i Golden State Warriors non si sentono sicuri di averne abbastanza per emergere dal gruppone che a Ovest sta lottando per un posto ai play-in.

Ancora senza Draymond Green e Jonathan Kuminga, infortunati, gli Warriors hanno ceduto ai 31 punti di Devin Booker e alla doppia doppia da 14 punti con 16 rimbalzi di Nick Richards, mentre Bradley Beal dalla panchina ha segnato 21 punti. Per Stephen Curry dall’altra parte un’altra serata complicata, da 5 su 14 al tiro per 14 punti, Golden State ha tirato con il 37% dal campo e concesso 19 triple ai Phoenix Suns.

Dopo 48 partite di regular season il record degli Warriors recita 24-24, valido al momento per l’undicesimo posto. I Dubs hanno tre vittorie in più dei San Antonio Spurs e 5 in più dei Portland Trail Blazers e sono più vicini al dodicesimo posto in classifica che al sesto, dei Clippers con 28-20. Non abbastanza dunque, e neppure quando rientreranno Green e Kuminga.

Penso che abbiamo abbastanza per essere competitivi ai playoffs, davvero. Ma penso che non abbiamo al momento abbastanza per separarci dal resto del gruppo a Ovest, per emergere. Per cui non siamo credo in una posizione in cui possiamo permetterci di restare fermi” ha detto coach Steve Kerr parlando di mercarto a 6 giorni dall’arrivo della trade deadline di giovedì 6 “Mike Dunleavy è al lavoro e se c’è qualcosa che faccia al caso nostro e che varrà la pena, lo farà. Sennò no, e io mi sento bene nel proseguire col gruppo che abbiamo perché so di che cosa sono capaci i miei ragazzi“.

La sconfitta contro i Phoenix Suns ha probabilmente detto il contrario, ma non è una grande rivelazione. Il tema è: qual è la trade e quali sono i giocatori per cui vale la pena muoversi, anche con un occhio alla situazione salariale futura? Jimmy Butler potrebbe diventare free agent al termine della stagione e esigere un rinnovo al massimo salariale, e il solo suo arrivo non farebbe una gran differenza in un gruppo che vale al suo meglio i play-in. Zach LaVine aiuterebbe tantissimo Stephen Curry in attacco, ciò di cui gli Warriors hanno un gran bisogno, e Nikola Vucevic porterebbe punti, esperienza e presenza sotto canestro, e in dote un contratto fino al 2026 e solo relativamente oneroso. Per il resto, il panorama è quello di buoni e discreti giocatori di ruolo che non possono fare la differenza.

Sappiamo che in questa lega si vince col talento ma quello da solo non è una garanzia di successo. La domanda che anche il front office si deve fare é: abbiamo abbastanza talento in squadra?

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