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Warriors, vittoria importante contro i Mavs con Kuminga e “point-Klay” Thompson

di Gabriele Bozzetti
jonathan kuminga

Una Western conference strana, anomala per certi versi, sta dando vita a uno spettacolo senza precedenti. Eravamo abituati a vedere lì sopra, dove conta davvero, franchigie blasonate come quelle losangeline, eppure dalla vetta non se ne vede neanche l’ombra.

Nella notte è arrivata la 35esima vittoria per i Golden state Warriors, non certo la cenerentola del ballo, ma in pochi avrebbero scommesso su di loro a inizio stagione. Meglio di loro solo dei Suns non ancora a 10 sconfitte, coach Kerr per ora si deve accontentare del secondo posto.

Una vittoria senza storia quella contro i Mavericks 130–92. Dallas sotto dall’inizio alla fine, non basta un Doncic “normale” da 25 – 8 -3. Mavs che perdono Tim Hardaway per infortunio al quinto metatarso del piede sinistro e Porzingis a 8 minuti dalla fine per espulsione dopo aver scaraventato la palla in tribuna per frustrazione.

Voglio solo dire quanto siamo dispiaciuti di sentirlo. Odi vedere qualcuno che si infortuna“, ha detto Steve Kerr. “Spero che torni presto. Non so quale sia la prognosi. Ci sentiamo malissimo per lui”.

“Questa è solo sfortuna”, ha detto Doncic del suo compagno di squadra. “Gli ho parlato. È deluso. Ogni volta che ti fai male sei triste, quindi abbiamo cercato di tirarlo su di morale”.

Per gli Warriors sempre più incisivo offensivamente il rookie Jonathan Kuminga, per lui 18 minuti, 22 punti e 5 rimbalzi, miglior scorer dei Dubs.

Ancora brutte percentuali al tiro per Stephen Curry, un 2 su 10 da oltre l’arco, sottolinea il momento “no” per il numero 30.

Le percentuali di squadra però non sono male, 53% dal campo e 40 % da tre contro il 35 e 25 dei Mavs non permettono neanche per un momento alla squadra di Jason Kidd di tentare la rimonta, se aggiungiamo anche la voce rimbalzi, 58 a 38 e assist 31 a 17 ecco che si completa il puzzle.

Jonathan Kuminga: “Klay non ha mai passato la palla cosi bene”

Di questi 31 assist, 6 sono di Klay Thompson, che dal suo ritorno sembra essere notevolmente migliorato nella visione di gioco. Sfruttando gli spazi creati dai blocchi è riuscito a mettere i suoi compagni in condizione di fare canestri e punti facili.

Solo averlo in campo, significa molto, perché ti aiuterà”, ha detto Jonathan Kuminga. “Molti cercano di raddoppiare su Steph o Klay, e questo dà a noi il vantaggio di essere liberi. Crescendo guardando Klay giocare a basket, non l’ho mai visto passare la palla come ha fatto oggi, quindi è sorprendente”.

Più importante delle statistiche è come si sentiva Thompson. Per la prima volta da quando è tornato, il 9 gennaio da due gravi ferite infortuni che lo hanno tenuto lontano dal parquet per 941 giorni, ha detto di essersi sentito sé stesso. “Sono davvero orgoglioso della mia efficienza, quindi è stato bello essere di nuovo me stesso”, ha detto Thompson.

Penso che questo sia stata la miglior partita di Klay in termini di pazienza, non stava affatto forzando“, ha detto Kerr.

Sono ormai passate 2 stagioni da quando Klay giocava la sua ultima partita alle Finals, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, per lui potrebbe essere una nuova avventura con un gioco diverso da quello che giocava 2 anni fa.

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