Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston RocketsWestbrook ospite di Jimmy Fallon: “Vi racconto l’incontro con Jordan”

Westbrook ospite di Jimmy Fallon: “Vi racconto l’incontro con Jordan”

di Dennis Izzo
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Arrivato la scorsa estate agli Houston Rockets, dove ha ritrovato il suo amico James Harden, già suo compagno di squadra tra le file degli Oklahoma City Thunder dal 2009 al 2012, Russell Westbrook ha superato in men che non si dica le difficoltà iniziali, tanto da riuscire a inserirsi perfettamente nel sistema di gioco di coach Mike D’Antoni e risultare a tratti l’elemento più imprescindibile per i texani, soprattutto nella seconda parte della regular season, da gennaio fino a inizio marzo, quando la lega ha sospeso la stagione a tempo indeterminato in seguito alla pandemia da coronavirus.

Brodie, infatti, sta viaggiando a medie di 27.5 punti, 8 rimbalzi, 7 assist e 1.7 palle recuperate col 47.4% dal campo, la miglior percentuale realizzativa della sua carriera, e a febbraio ha messo a referto ben 33.4 punti, 7.3 rimbalzi, 6 assist e 1.8 recuperi col 55% al tiro e il 40% dalla lunga distanza in 8 partite (7-1 il record dei suoi Rockets), sfiorando la vittoria del premio di Player of the Month. Oltre a ciò, Westbrook ha la più lunga striscia attiva di partite consecutive con almeno 20+ punti (34).

Westbrook e l’aneddoto su Michael Jordan

Nel frattempo, il numero 0 degli Houston Rockets si gode la quarantena circondato dall’affetto di sua moglie e dei suoi tre figli piccoli e si augura (e non è il solo) che la stagione possa riprendere il prima possibile, come ha raccontato recentemente a Jimmy Fallon nel corso dell’home edition del noto programma televisivo “The Tonight Show”: “Se sono pronto per i playoff, nel caso in cui si dovesse tornare a giocare? Certo che sì, sono sempre pronto! Sono felicissimo di trascorrere questo periodo con i miei tre figli e di svegliarmi ogni mattina con loro, non trascorriamo molto tempo insieme di solito ma in questo momento stiamo sempre insieme.”

Westbrook ha anche raccontato un curioso aneddoto su Michael Jordan, pochi giorni dopo l’uscita in Italia di The Last Dance, la docu-serie di dieci episodi che racconta l’ultima stagione di Michael Jordan ai Chicago Bulls, quella del sesto titolo consecutivo (1997-1998). “Avevo 10 o 11 anni, i miei genitori mi portarono al camp estivo di MJ a Santa Barbara. Alla fine dell’evento, ogni bambino aveva la possibilità di fare una foto con Jordan e di ricevere un suo autografo. Quando venne il mio turno stavo giocando una partita e il mio coach mi chiamò, ma io dissi che in quel momento non ne avevo bisogno. Ripensare a questa storia dopo tanti anni mi fa sorridere.”, ha dichiarato Mr. Triple Double, che è poi riuscito a coronare il suo sogno di diventare un fuoriclasse in NBA e oggi ha un contratto di dieci anni con Air Jordan, il brand creato da Nike nel 1984 e ispirato proprio a Michael Jordan.

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