Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago Bulls Bulls, Noah accetterà di partire dalla panchina senza problemi

Bulls, Noah accetterà di partire dalla panchina senza problemi

di Giuliano Granata

I Chicago Bulls rappresentano una delle principali incognite della prossima Regular Season che partirà, finalmente, martedì prossimo. Per il nuovo allenatore Fred Hoiberg ci sono ancora molti dubbi sulle rotazioni, infatti, nonostante le “prove generali” in Preseason, lo starting lineup non è stato ancora identificato con certezza, ma secondo quanto visto nelle partite prestagionali, rumors e dichiarazioni negli ultimi giorni sta emergendo una novità abbastanza sorprendente: Joakim Noah partirà dalla panchina.

Si tratterà, a questo punto, del primo enorme cambiamento portato da Hoiberg rispetto alla gestione tecnica precedente. Il centro francese è stato, senza ombra di dubbio, il giocatore franchigia per i Bulls di Thibodeau a causa, soprattutto, degli infortuni che hanno tormentato Derrick Rose. Il punto più alto della carriera dell’ex Florida è indubbiamente riconducibile alla stagione 2013/14 : Defensive Player of The Year, membro del primo quintetto all-NBA, quarto classificato nella corsa all’MVP, carrer-highs in punti, rimbalzi, assist, PER e “Win shares” (impatto sulle vittorie di squadra). 

Purtroppo la scorsa stagione è stata la peggiore dal 2008/09, anche se, è necessario comprendere come le sue prestazioni non all’altezza siano state causate dai numerosi problemi fisici. Quest’anno, il centro 30enne partirà dalla panchina e formerà il frountcourt con Taj Gibson, sesto uomo per eccellenza di Chicago, formando una coppia di lunghi che, difensivamente, sarebbe una delle migliori della lega e indubbiamente la migliore in uscita dalla panchina.

Gibson e Noah, prossimo frountcourt dalla panchina dei Bulls.

Nonostante la situazione possa essere difficile da digerire per un giocatore che è sempre stato fondamentale per la sua squadra, soprattutto emotivamente, Noah sta cercando di mantenere un atteggiamento positivo, come ha riportato a Nick Friedell di Espn: “E’ sicuramente un adeguamento, ma alla fine della giornata, è ancora basket. Ho avuto modo di andare là fuori, portare energia, e fare quello che faccio.” 

Inoltre il francese si dice entusiasta di giocar con Gibson, anche se, l’anno scorso sono stati una delle coppie di lunghi peggiori della lega per produzione offensiva con solo 7.4 punti per 100 possessi secondo i 421 minuti giocati insieme (entrambi con problemi fisici).

“Ho giocato bene con Taj in passato”, ha detto la nona scelta al Draft 2007. “Dobbiamo solo continuare a costruire. Non si tratta di me, nè di Taj, si tratta di quello che possiamo fare per rendere questa squadra migliore. E’ quello che è, e noi abbiamo avuto le opportunità di andare sul campo e trovare altre opzioni per farlo funzionare. Io sono d’accordo con qualunque cosa l’allenatore creda che rappresenti il bene della squadra. Sono un lavoratore, non ho intenzione di smettere di lavorare. Quindi sono eccitato per questa squadra, abbiamo molto talento, dobbiamo avere modo di macinare, e continuare a migliorare.”

Inoltre, Fred Hoiberg ha dichiarato più volte come Noah rappresenti un giocatore fondamentale per i Bulls: ” Abbiamo parlato, si parla di tutto ciò che ha fatto, è stato contento di giocare con Taj (Gibson) durante l’ultima partita. Io penso che loro due abbiano un’ottima chimica insieme sul campo. E Noah mi ha parlato proprio di questo, di come si capiscano bene lui e Gibson sul parquet. Inoltre, Joakim è un professionista, tutti i nostri ragazzi lo sono alla fine. Qualunque cosa decideremo di fare il 27 (ottobre, opening night), non è necessariamente qualcosa di definitivo. Continueremo a far scendere in campo diverse formazioni, coppie, e vediamo cosa darà più frutti.”

Joakim Noah è pronto: non vede l'ora di affrontare l'esaltante sfida contro Cleveland

Joakim Noah è pronto: non vede l’ora di affrontare l’esaltante sfida contro Cleveland

Insomma la stagione in Illinois sarà molto lunga, sperando che possano trovare un’intesa e una coesione tale da poter competere ad alti livelli. Sicuramente nella Eastern Conference potranno permettersi anche qualche passo falso che potrà aiutare a formare un gruppo solido capace di mettere da parte le individualità per il bene del team, come ha iniziato a fare il leader emotivo dei Bulls, Joakim Noah.

 

Per NBA Passion,

Giuliano Granata

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