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Pazza idea Heat: firmare Durant per dare vita ad una nuova dinastia!

di Mario Tomaino

Not one, not two, not three, not four…”.

La ricordano bene questa frase i tifosi dei Miami Heat e chissà che anche Kevin Durant non possa pronunciarla in un’ipotetica presentazione in quel di South Beach. Come? Durant agli Heat? Sì, avete capito bene: in Florida sono seriamente intenzionati a firmare la stella dei Thunder.

È da ormai un anno che si specula sul futuro di Kevin Durant. I Washington Wizards sono sempre stati i più papabili candidati alla firma dell’ala piccola 27enne, sia per effettiva volontà della franchigia, sia perché il pensiero di ritornare a casa potrebbe far scattare nell’MVP uscente una motivazione in più per preferire i capitolini rispetto alla concorrenza.

I tifosi dei Wizards hanno iniziato da tempo a sostenere il ritorno di KD a casa.

I tifosi dei Wizards hanno iniziato da tempo a sostenere il ritorno di KD a casa.

Barry Jackson del ‘Miami Herald’ ha però rilanciato pesantemente la candidatura degli Heat, già uscita ad inizio settembre. Difficile che accada ma non impossibile.
Pat Riley è una vecchia volpe, ormai lo conosciamo bene: se c’è anche una sola possibilità che Durant possa firmare per gli Heat, state tranquilli che la sfrutterà e, se come nel caso avrà più argomenti a suo favore, state certi che l’idea di vedere Durant nei pressi di South Beach non sembrerà più tanto surreale. Perché? Ve lo spieghiamo subito.

 

UNA MANO SUL CUORE… – Partiamo da questo punto senza dilungarci troppo: la voglia matta di vincere il primo titolo in carriera. I Miami Heat sono stati senza dubbio la squadra più forte di inizio decennio; 4 Finals consecutive e un ‘Back-To-Back’ non vengono oscurati certamente da una stagione storta, ragion per cui Miami ha un ‘fattore-fascino’ non indifferente a proprio vantaggio e una conoscenza di cosa fare per vincere che, salvo pochissime eccezioni, non tutte le concorrenti possono vantare.

…E UNA SUL PORTAFOGLIO – Anche se le motivazioni sono forti, è inutile negarlo: i soldi contano e anche parecchio nella scelta che ‘KD’ compirà. E anche sotto questo aspetto, gli Heat hanno un più che promettente margine di manovra: a differenza dei Thunder, che con il rinnovo in estate di Kanter (17 milioni l’anno) e i contratti già in essere avrà una base certa di 67 milioni di payroll, gli Heat partiranno da “soli” 48 milioni garantiti e, considerando l’innalzamento ormai prossimo del Salary Cap attorno agli 89 milioni, avranno ben 41 milioni a disposizione (19 in più rispetto ad OKC quindi) che consentiranno a Riley di proporre un’allettante offerta a Durant, avendo comunque a disposizione un margine minimo che permetta di ingaggiare giocatori a completamento del roster. Attenzione però: così facendo, il sacrificato illustre sarebbe Hassan Whiteside. Il centro, in scadenza anch’egli a fine stagione, attualmente percepisce poco meno di 1 milione di dollari e sicuramente batterà cassa a giugno, considerate le prestazioni fornite. A quel punto allora, Riley dovrà scegliere e, obiettivamente, si pensa possano esserci pochi dubbi su chi ricadrà la decisione nel caso in cui Durant fosse interessato.

UNA POLTRONA PER… UNO – Ultima per ordine ma non troppo per importanza, è la questione legata al ruolo che Durant andrebbe a ricoprire a South Beach, in pratica molto simile a quello ricoperto fino a due stagioni fa da LeBron James, ossia di leader indiscusso. La disponibilità a ruoli più marginali da parte di Wade in particolare ma anche di Bosh non è mai mancata nel periodo d’oro degli Heat e, nel caso di sbarco di Durant a Miami, immaginiamo non mancherà neanche nel prossimo futuro, anche per motivi anagrafici: se KD sarà ancora nel pieno della carriera con i suoi 28 anni, Bosh va per i 32 e Wade addirittura per i 34. Un bel vantaggio per il 6 volte All-Star, che ai Thunder ha sempre dovuto dividere la poltrona con Westbrook.

Da rivali in campo a compagni: le strade di Wade e Durant potrebbero congiungersi.

Da rivali in campo a compagni: le strade di Wade e Durant potrebbero congiungersi.

Insomma, il futuro di Durant rimane ancora appeso ad un filo, tra la possibilità di restare ai Thunder, la voglia di tornare a casa e le tante possibilità che gli si paventeranno quest’estate, tra cui gli Heat. Risulta difficile, quasi impossibile, stabilire ad oggi come si concluderà la questione ma una cosa pare ormai certa: i Miami Heat ci saranno e hanno prenotato un posto in prima fila.

 

Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)

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