Il primo tempo è frutto di grande noia. Molte, forse troppe le azioni personali, con pochi assist. Male il tiro da tre punti, con uno 0/6 azzurro (a dire il vero anche la Russia tira 1/8). Ruota poco anche la difesa a dire il vero: l’attacco avversario non è proprio da leggenda, Mozgov esce presto di scena a causa di 3 falli, ma finchè calca il parquet si rivela immarcabile. 7 punti di Gentile, poco altro.
Il secondo tempo invece inizia bene, con una magia di Aradori e la stoppata di Cusin. Ma la fisicità russa si fa sentire, l’Italia fatica e nella fine di terzo periodo i nostri avversari trovano la tripla allo scadere del +8 (51-43), prima di raggiungere il +10 nella prima azione dell’ultimo quarto. Da lì gli azzurri alzano il livello e l’intensità difensiva. Si apre un mini-parziale di 5-0, chiuso dalla schiacciata russa. Gentile risponde due volte con classe, il livello si alza anche in attacco. Il lavoro si concretizza sulla bomba di Datome, che pareggia sul 55-55. La Russia si riporta avanti con un libero, dopo fallo di Stefano Gentile, ma è Alessandro, con una bomba, a far volare gli ospiti sul 58-56. I russi pareggiano, ma Cusin ci riporta avanti con una schiacciata e il libero del +3. Gentile subisce un contatto, esce, rientra e firma il +4 in penetrazione. Lo stesso capitano dell’Olimpia sbaglia una successiva entrata, gli avversari non ne approfittano e così Aradori fa solo 1/2 in lunetta. A 13′ è +3 Italia sul 64-61. In lunetta i padroni di casa fanno 2/2, così come successivamente Gentile, prima dell’errore da dietro l’arco russo.
Italia brutta ma vincente, termina 65-63. Gentile favoloso (20 punti)


