Home NBA, National Basketball AssociationNBA in EvidenzaFocus Phoenix Suns: i motivi di questa rinascita

Focus Phoenix Suns: i motivi di questa rinascita

di Andrea Esposito
Focus Phoenix Suns

I Phoenix Suns sono una delle maggiori sorprese di questa prima parte di stagione, merito di nuovi equilibri costruiti in estate dal nuovo coach Monty Williams. Il roster della franchigia dell’Arizona è stato oggetto di un restauro vero e proprio in questa off-season, sono stati fatti innesti importanti come Ricky Rubio e Aron Baynes, su tutti, senza dimenticare la sfacciataggine atletica ed agonistica di Kelly Oubre Jr ed il talento cristallino di Devin Booker. Ma procediamo con ordine cercando di analizzare i fattori che stanno portando i Suns a lottare per la zona playoffs.

Il generale spagnolo: Ricky Rubio

La point guard spagnola ex Wolves e Jazz si sta rivelando fondamentale nell’economia offensiva: oltre ad assicurare quasi 9 assist a partita, Rubio ha sgravato Devin Booker dal compito di creare gioco per se e per i compagni. Da quest’anno il costruttore del gioco di Phoenix è Ricky, e che costruttore!

Questa estate Ricky Rubio ha fatto un pieno di autostima vincendo il mondiale con la sua Spagna da protagonista, questo lo ha fatto tornare molto più maturo e consapevole dei propri mezzi. Anche in quelle situazioni di gioco che potevano essere critiche nel suo gioco come il tiro da tre punti ora sono diventate frecce nella sua faretra. La presenza in campo di una point guard pura come Rubio sta portando molti dividendi sia in attacco che in difesa (l’intelligenza e la scaltrezza dello spagnolo gli assicurano 1.4 recuperi a partita).

In questa stagione quasi il 70% dei canestri dei Suns è il prodotto di un assist (rispetto al solo 59% dell’intera scorsa stagione) questo a testimonianza della maggior circolazione di palla.

La tanto desiderata point guard è giunta in Arizona la scorsa estate: Ricky Rubio ha preso completamente le redini dell’attacco dei Suns.

Il compagno che sta beneficiando di più della leadership di Rubio è senza ombra di dubbio Devin Booker. La guardia col n.1 negli anni scorsi, per sopperire alla mancanza di una point guard che sapesse dettare i tempi di gioco, si è dovuto sacrificare spesso nel ruolo di portatore di palla, affogando il suo istinto irrefrenabile di far canestro.

Quest’anno l’unico compito di D-Book è segnare, e fidatevi, il ragazzo lo sa fare molto bene: 25.5 punti di media con il 51% dal campo e il 41.5% dall’arco.

Il protagonista che non ti aspetti: Aron Baynes

L’altra ottima pesca di Phoenix nel mare dei free agent di questa estate è Aron Baynes. Il guerriero ex Celtics è forse il giocatore più importante in questo preciso momento della stagione, complice la sospensione di quel mattacchione di Deandre Ayton.

Baynes si è trovato di punto in bianco a giocare molti più minuti del previsto, ma questo non ha per nulla intimorito il centro australiano, che ha risposto presente su entrambi i lati del campo: nelle 13 partite sin qui disputate ha fatto registrare 14.7 punti di media, tirando benissimo (56% da 2 e 44% al tiro pesante), e conditi da 5.7 rimbalzi e quasi 3 assist a partita. Numeri mai fatti registrare prima nei sette anni nella lega.

Baynes sta aiutando i Suns ad aprire il campo grazie alla sua sorprendente pericolosità dall’arco.

Tutti conoscono le caratteristiche difensive dell’australiano, ma il dato che lascia sbigottiti più di tutti è quello relativo alla percentuale clamorosa al tiro da tre: il 44% complessivo , con il dato che nelle partite casalinghe sale fino al 46% obbliga gli avversari a difendere in una determinata maniera allargando il campo.

 

Focus Phoenix Suns: aspettando Ayton

La squalifica della prima scelta al draft 2018, per violazione del protocollo antidoping NBA a causa dell’utilizzo di un diuretico non consentito, sembrava condannare i Suns ad un inizio tremendamente in salita. Invece la squadra contro ogni pronostico ha risposto presente con un record positivo nonostante l’assenza del proprio big man.

Se da un lato la compattezza trovata in assenza del lungo uscito da Arizona è un’ottima notizia per le analisi appena sviluppate, dall’altra pone necessariamente un interrogativo: con il ritorno di Ayton ormai prossimo, la squadra come giocherà? Domanda già lecita di per sé, ancor di più se rapportata al peso specifico di Ayton nel sistema di costruzione squadra dei Suns.

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