Si tinge di gialloviola la sfida tra due squadre che, proprio fino al match del Barclays Center, erano rimaste tutte due a bocca asciutta dopo un avvio di stagione disastroso, complici dei meccanismi ampiamente da rivedere: i Los Angeles Lakers hanno avuto la meglio contro i derelitti Brooklyn Nets per 104-98.
Dopo un inizio stentato, la banda guidata da Byron Scott (il primo quarto va ai padroni di casa con un punteggio di 18-27) riesce a rimettere le cose a posto e a cambiare le sorti della disputa. In attacco c’è grande coinvolgimento da parte dei lunghi che, con i blocchi, riescono ad aprire la strada ai compagni in modo da concludere a canestro o alternativamente smistare passaggi. In tal senso ottimo il lavoro sporco di Roy Hibbert: l’ex Indiana Pacers ha messo a referto solo 2 punti, ma con la sua stazza e il suo apporto a rimbalzo intimidisce gli avversari dando anche una mano con i suoi scarichi. Ancora una volta bene Julius Randle, che ha confermato di avere grandi proprietà di palleggio e un ottimo controllo del corpo, soprattutto in penetrazione. La manovra dunque è sembrata un pochino più fluida, grazie anche un Jordan Clarkson ormai pienamente calatosi nel ruolo di shooting guard e a un D’Angelo Russell che ha mostrato sprazzi del suo talento: il prodotto di Ohio State non ha fornito nessun assist ma ha infilato 16 punti, preso 4 rimbalzi e rubando 3 palloni mostrando di saperci fare con la sua mano mancina. Serve ancora tanto per prendere completamente le chiavi della squadra, cosa che avverrà gradualmente se riuscirà ad essere più costante. Questo può essere un ottimo punto di partenza.
La difesa è parsa più attenta rispetto alle passate uscite, fattore tuttavia non positivo al 100% data la pochezza della manovra offensiva dei Nets. In tal senso hanno dato una mano i debutti di Metta World Peace del rookie Larry Nance Jr. Appunti da matita rossa per quanto riguarda la voce palle perse (16) e la percentuale dall’arco (30.4%).
Capitolo Kobe Bryant. Negli scorsi giorni il Black Mamba ha fatto mea culpa dopo delle prestazioni da dimenticare. Ancora una volta il baluardo dei Lakers ha forzato troppe conclusioni, risultando comunque il top scorer della squadra con 18 centri (5-16 dal campo e 1-4 da tre). Scelte offensive ancora da rivalutare, anche se alla fine non ha del tutto accentrato il gioco su stesso. Insomma, una prestazione che potrebbe spronarlo a diventare più un mentore per i giovani che il classico trascinatore.
Per i californiani è arrivata una vittoria che di sicuro può alzare il morale all’interno dello spogliatoio ma che non deve tralasciare facili entusiasmi. Scott deve ancora lavorare tanto per alzare il livello dei suoi, che nel finale di gara, ancora una volta, hanno rischiato di dilapidare il vantaggio con possessi tutt’altro che eccelsi e confusionari (per usare un eufemismo) come la rimessa sprecata da Brook Lopez e compagnia che ha chiuso definitivamente le ostilità
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio ( @daniele_maggio on Twitter)


