Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiLa storia e la vita di Russell Westbrook, un Sisifo americano

La storia e la vita di Russell Westbrook, un Sisifo americano

di Giacomo Seca
russell westbrook

9. …e altro

Passare da BeastBrook a Sasha Fierce è un attimo quando sei eclettico come la tua città.

Sasha Fierce (alter-ego di Beyoncé) è il soprannome assegnatogli da Durant ai tempi di Oklahoma per la discreta tendenza al divismo di Russell Westbrook.

Sasha Fierce a ragione, insomma (una ragione dimostrata anche dallo stesso Westbrook che ha chiamato così uno dei suoi cani), e negli anni sono diventati leggendari gli outfit con cui si è presentato alle partite, rendendo i sotterranei della Chesapeake Arena (tra tutte) una passerella.

La sublimazione di ciò è stato il suo dare vita ad una propria linea di abbigliamento. Non male per un ragazzo che ha affermato che, quando era più piccolo, era la madre a vestirlo.

La leadership di Westbrook si riflette sia in campo che fuori, e nonostante la sua aggressività cestistica e la sua competitività potrebbero far pensare il contrario, il suo rapporto con i compagni è sempre stato, negli anni, ottimale. Sono arrivati più di un attestato di stima dai suoi compagni, anche per la sua etica del lavoro. Un’etica che cerca di trasporre anche fuori dal suo lavoro. Di recente, dopo l’ennesima polemica dovuta al suo gioco (vero Stephen A. Smith?) che probabilmente non gli farà vincere nessun titolo, Westbrook ha affermato di ritenersi un campione per quello che sta facendo e quello che ha intenzione di fare per la comunità.

“Un campione non si vede dal fatto se vince titoli o meno”. Ci sentiamo di condividere.

10. I record in carriera di Russell Westbrook

Come detto, Russell Westbrook è uno dei giocatori più divisivi della storia del gioco. Palle perse, egoismo e scelte sbagliate da un lato, esplosività, agonismo e triple doppie dall’altra.  È ormai impossibile aspettarsi un cambiamento nel suo approcciare alle partite e si è curiosi di capire come si evolverà con l’avvento di Padre Tempo (in molti lo davano già per finito all’inizio di quest’anno). Comunque sia, con lui si è sempre dovuto prendere tutto il pacchetto.

Il suo marchio di fabbrica è ovviamente la tripla doppia. Se il giornalista americano J.A. Adande scriveva anni fa che “Magic era per le triple doppie ciò che Elvis è stato per il Rock’N’Roll”, oggi dovrebbe probabilmente rivedere il tutto.

Riflettendoci bene, è quantomeno controverso il fatto che se tanti giocatori abbiano come marchio di fabbrica un tipo di crossover, di tiro o di movimento, Westbrook abbia la “Tripla Doppia”, ovvero tutta una partita. La statistica è ormai abbondantemente inflazionata, sì, ma per chi scrive vale il solito detto “prova a farla tu”.

Alla fine della sua carriera si tireranno le somme, e mano sul fuoco, ci saranno sempre chi lo screditerà e chi invece vorrà (e dovrà?) riconoscerne la grandezza.

Questi sono solo alcuni dei tanti record, sul campo, di Russell Westbrook:

  • Primo posto All-Time per triple doppie in una stagione: 42;
  • Primo posto All-Time per partite consecutive in tripla doppia: 11;
  • Primo posto All-Time per triple doppie con almeno 50 punti a referto in una stagione: 3;
  • Unico giocatore della storia a concludere in tripla doppia di media tre stagioni di fila;
  • Unico giocatore della storia a registrare 5 triple doppie consecutive da almeno 30 punti;
  • Massimo di punti in un a tripla doppia in una gara di playoffs (51)
  • Unico giocatore della storia a registrare una tripla doppia da almeno 35 punti, 10 rimbalzi e 10 assists 16 volte in una stagione.

Qualsiasi cosa si presenti, dico solo “Perchè no?”

russell westbrook

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