Home Aneddoti NBASan Antonio Spurs, il lato nascosto di Tim Duncan

San Antonio Spurs, il lato nascosto di Tim Duncan

di Giuseppe Fagnani

Se si pensa a Tim Duncan, si pensa ad un giocatore straordinario, capace di vincere e far vincere, dotato di una leadership incredibile anche senza dire nulla: infatti basta la sua presenza perchè i compagni capiscano che è quello il momento in cui bisogna dare tutto sé stessi.

“Ginobili dice sempre la cosa giusta, Parker quella sbagliata e Duncan non dice mai nulla”
Flavio Tranquillo

Il caraibico è sempre stato rispettato e seguito da tutti i compagni, che vedono quanto si impegni sempre al 100%, arrivando sempre per primo agli allenamenti e andandosene per l’ultimo.

“Il giorno dopo lo sbarco negli USA sono subito passato in ufficio. C’era già Tim Duncan che si allenava, e non è che facesse due tiri, eh.”
Ettore Messina

Tim Duncan durante un allenamento al training camp

Tim Duncan durante un allenamento al training camp

Dal punto di vista umano Duncan, agli occhi di un esterno, può apparire come una persona riservata, taciturna, quasi noiosa.

Dopo la sua intervista, rilasciata nel suo negozio di auto, a Jared Zwerling di Bleacher Report, però, abbiamo scoperto un lato completamente diverso di Tim.

A differenza di quando scende in campo e nell’abbigliamento, The Big Fundamental tiene molto alle sue auto, facendole sembrare più appariscenti e più veloci.

Non sono un ragazzo che punta all’estetica ad ogni costo – non vesto alla moda o in modo troppo appariscente – ma mi piace prendermi cura delle mie macchine e mi piace truccarle. Le posso abbellire e rendere più veloci, passandoci un po’ più di tempo. È uno svago che mi prendo dal basket.

Indicando una particolare auto nel suo garage:

Quella è una fottuta macchina da corsa e guidarla è stato davvero divertente per me. […] Se ho i miei bambini, però, guido una macchina normale a quattro porte. Se sono da solo, invece, posso guidare quello che voglio.

Duncan nel suo garage

Duncan nel suo garage

Duncan racconta anche del perchè abbia preso la patente relativamente tardi, quando si trovava già nel suo anno sophomore al college:

Non ho mai avuto bisogno di andare o di essere da nessuna parte e avevo degli amici che avevano già la macchina. Guidare per me era uno stress.

Il numero 21 dei San Antonio Spurs ha svelato che anche i suoi compagni di squadra vanno spesso nel suo negozio per farsi truccare le loro auto: ridendo, racconta anche di aver potuto ritoccare la macchina di Popovich, anche se l’unica cosa concessa fu quella di cambiare le gomme.

Alla fine dell’intervista parla anche del suo futuro, quando si ritirerà dal Basket (con enorme dispiacere di tutti i fan di questo sport).

Ho pianificato di occuparmi di BlackJack (il suo negozio n.d.r.) una volta che mi sarò ritirato… Spero, allora, di avere più tempo da investire qui e per andare in giro…

E sul futuro degli Spurs e di Lamarcus Aldridge:

“Non sono preoccupato di come lui possa beneficiare al mio gioco; mi preoccuperò io di aiutare il suo, lo lascerò giocare come sa e starò a vedere dove posso inserirmi e aiutarlo: aggiusterò le sue lacune e lo spronerò.

Duncan quindi si rivela ancora di più un grande uomo squadra (non a caso è stato premiato con il riconoscimento di NBA Teammate of the Year), pensando a come agire e comportarsi con il lungo texano proveniente da Portland esattamente come David Robinson fece con lui, quando gli consegnò piano piano le chiavi della squadra e il futuro prossimo della franchigia.

Un abbraccio intenso tra David Robinson e Tim Duncan. Le due Twin Towers

Un abbraccio intenso tra David Robinson e Tim Duncan: le due Twin Towers

In questa intervista ogni appassionato di sport ha potuto conoscere un lato nascosto di Tim Duncan che, sia come persona che come uomo, nessuno avrebbe potuto immaginare.

Per NBA Passion,

Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)

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