E’ praticamente risaputo che, in quel Boston, è da tempo che ormai si sogna nuovamente in grande. I risultati ottenuti ad oggi sono già più che soddisfacenti, con un processo di rinascita che è stato più veloce di quel che si poteva pensare. Merito in gran parte di Danny Ainge, capace di effettuare le migliori scelte possibili sul mercato, merito anche di Brad Stevens che, nonostante la giovane età, ha saputo dimostrare di essere uno dei coach più preparati all’interno della lega.

Il futuro è roseo per i Celtics, quindi. Ma perchè aspettare che i tempi maturino quando si può accelerare il processo? Ecco allora l’ultima idea di Ainge: cedere la 3a scelta assoluta ottenuta alla Draft Lottery per puntare ad uno tra Jahlil Okafor, Jimmy Butler, Carmelo Anthony o DeMarcus Cousins. Sarebbe questo quindi il piano, secondo quanto riferito da Matt Burke di ‘Metro.us‘. Svanita quindi ogni possibilità di scegliere uno dei due pezzi da 90 come Ingram e Simmons (che andranno al 99,9% a Philadelphia e Los Angeles sponda Lakers) Ainge sta seriamente pensando di cedere la pick a sua disposizione per portare a Boston quel giocatore di caratura che manca proprio al roster.. Nomi importanti quelli che il GM ha puntato e che manderebbero in visibilio una piazza come quella di Boston, da sempre abituata ad amminare giochi di una certa rilevanza.

Certo poi, tra il dire e il fare spesso c’è di mezzo il mare, come recita il famoso detto. Parliamo allora di un semplice sogno che albeggia nella testa di Ainge o magari di obiettivi realmente concreti?

Jimmy Butler (10%) – Per svariate ragioni sembra davvero impensabile una sua dipartita nel corso dell’estate. Innanzitutto, Butler è il punto di riferimento dei Bulls, il fulcro attorno al quale Chicago dovrà ricostruire il roster nella prossima Post-Season. I Bulls, poi, sembrano interessati a far passare la propria ricostruzione attraverso la FAgency più che dal Draft, ragion per cui la 3a scelta potrebbe non avere l’appeal necessario per la riuscita dell’affare. I tifosi poi, adorano letteralmente Butler, ragion per cui è davvero improbabile (per non dire impossibile) pensare che lasci Chicago su due piedi.

Carmelo Anthony (35%) – Il profilo di Carmelo Anthony è sicuramente intrigante. Se le qualità tecniche non si discutono, ci sono altri aspetti che anche in questo caso potrebbero ostacolare una reale trattativa. Così come i Bulls, anche i Knicks sembrano più propensi verso la FAgency anche se, il fatto di non avere alcuna scelta al Draft che verrà, potrebbe intrigare Phil Jackson. La piazza di New York, però, è già stata fin troppo paziente in questi anni di sofferenza, ragion per cui, l’idea della possibile partenza di Melo e di dover quindi aspettare altri svariati anni in attesa della ricostruzione, potrebbe sollevare forti malumori che in questo momento a New York non annoverano tra le possibili soluzioni.

DeMarcus Cousins (51%) – Il leggero sbilanciamento verso una possibile buona riuscita della trattativa è dovuto più che altro a causa della scarsa fiducia nutrita nei confronti della dirigenza dei Kings piuttosto che per altre ragioni, cosiderato che, nel corso delle ultime stagioni, a Sacramento hanno spesso preso decisioni di difficile compresione, ribaltando spesso i pronostici attesi. Considerando poi i malumori di DMC e il corteggiamento già avanzato in diverse occasioni da Ainge, chissà che la 3a scelta assoluta al Draft non possa essere la giusta chiave di sblocco di una trattativa che porti il tanto attento lungo di caratura in quel di Boston.

Jahlil Okafor (90%) – Inutile dire che ad oggi è sicuramente il nome più accessibile. Le aspettative sul suo conto non sono state rispettate appieno e a Philadelphia non sembrano poi così sicuri della sua permanenza. E allora perchè non cedere un quasi sicuro partente in cambio di una importante scelta al Draft? In questo modo, i Sixers potrebbero puntare non solo uno tra Simmons e Ingram, ma essere nella vantaggiosa posizione di poter firmare un altro giovane rookie di spessore come Buddy Hield o Jamal Murray per rinforzare il proprio parco guardie.

Insomma, come è facilmente intuibile, non è sempre facile tramutare i sogni in realtà. Una cosa però è certa: Boston ha fretta di tornare ad essere una contender della Eastern Conference. Sanno cosa serve e sanno come ottenerlo: i tifosi dei Celtics devono avere fiducia in Danny Ainge, del quale abbiamo tutti imparato a conoscere e apprezzare le competenze dirigenziali nel corso degli anni.

 

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