“When you’re outscored 45-10 in bench points and give up 25 points off turnovers, you’re not winning that game”

Concetto piuttosto ovvio quello espresso da Lebron James, che si rifugia nelle statistiche per commentare una deludente Gara 1. Fino ai secondi finali del terzo quarto la situazione non era affatto grave: Cleveland era appena stata scavalcata da Golden State sul 71-68 dopo un mini parziale di 4-0 e il Prescelto si stava accomodando in panchina a 34 secondi dalla fine per tentare l’ultimo assalto nel quarto periodo. Al suo rientro però, al minuto 9:37, il punteggio diceva 84-70 per i Warriors e la partita era già praticamente chiusa.

LA DELUSIONE DI LEBRON JAMES IN PANCHINA

LA DELUSIONE DI LEBRON JAMES IN PANCHINA

I Cavs però hanno anche qualcosa da salvare dopo questa partita: la prestazione dei “Big Three”. Kevin Love, che praticamente era già in doppia doppia a fine primo tempo, ha chiuso la partita con 17 punti e 13 rimbalzi, Kyrie Irving con 26 punti e 3 rubate e Lebron James ha sfiorato la tripla doppia con 23 punti, 12 rimbalzi e 9 assist. È la diciassettesima volta che il 23 dei Cavs mette a referto almeno 20 punti, 10 rimbalzi e metà degli assist della sua squadra (solo 17 contro i 29 di Golden State), nessun altro giocatore NBA ha superato quota 5 partite con simili statistiche. I 17 assist di squadra nascondono però un altro aspetto molto buio dell’attacco di Lebron e compagni: la palla sta troppo ferma. I “Big Three” hanno preso 60 tiri mettendone a segno 23 con 5/13 da dietro l’arco, statistiche che aggiunte ad un approccio difensivo non convincente da parte di tutta la squadra raccontano un altro aspetto della sconfitta della franchigia dell’Ohio.

Gara 2 è già cruciale per i Cavs, ai quali serve una grande prestazione per ottenere nuove certezze da costruire dopo la pesante mazzata psicologica di questa Gara 1. Riuscire a limitare Curry e Thompson a 20 punti e perdere comunque di 15 può infatti rivelarsi un contraccolpo psicologico letale per i la squadra di coach Lue, rea però di aver lasciato troppi canestri facili ai “gregari” in maglia Warriors che spadroneggiavano nel pitturato. Una grossa fetta del futuro dei Cleveland Cavaliers passa tra le mani dei già citati “Big Three”, che sono pronti a dare battaglia nella Oracle Arena. Curry e compagni sono avvisati.

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