Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersQuando il talento incontra l’umiltà: Kyrie Irving

Quando il talento incontra l’umiltà: Kyrie Irving

di Andrea Ranieri
Kyrie Irving

Tante volte sentiamo parlare di giocatori, di basket e non solo, dotati di grande talento ma non in grado di sfruttarlo a pieno, spesso a causa di debolezze nella mentalità. Diceva MJ: “Il talento è dato, la grandezza si guadagna”. Niente di più vero. Il talento è uno splendido fiore, che, per sbocciare al massimo della bellezza, ha bisogno di essere innaffiato con importanti dosi di passione, dedizione ed umiltà.

E quando penso, nella NBA attuale, ad un giocatore che ha fatto del lavoro a testa bassa e della passione per la pallacanestro gli elementi principali per sviluppare il proprio talento, mi viene subito alla mente il playmaker dei Cavaliers, Kyrie Irving. Già conosciuto nel mondo per le sue incredibili doti di palleggio e di macchina da punti, Irving ha conosciuto la propria consacrazione nelle ultime Finals, nelle quali non è andato lontanissimo dal premio di MVP, a soli 24 anni (certo eh se hai in squadra un certo Lebron James diventa difficile).

Kyrie non è noto in maniera particolare per le sue dichiarazioni a livello mediatico. Quando intervistato, il playmaker di origini australiane dà sempre prova di grande umiltà. Pone sempre la squadra ed i compagni davanti a se stesso, non ama finire sotto i riflettori, se non per le gesta che compie in campo. La passione di questo ragazzo nei confronti dello sport che soavemente pratica lo porta a voler dimostrare la propria forza solo attraverso i fatti. La dedizione e l’attenzione prestata all’importanza del lavoro in palestra lo avvicinano ad (avvicinano eh, non lo fanno essere COME) un certo Kobe, appena ritiratosi, cui Kyrie dice di ispirarsi. Kyrie Irving è conscio del talento di cui la natura lo ha dotato, ma non se ne accontenta, lo implementa con il lavoro quotidiano, stando lontano dai riflettori, che costituirebbero solo una distrazione. Non si è mai arreso di fronte alla sfortuna che lo ha costretto a fronteggiare numerosi infortuni, anche gravi, non ha mai esitato a giocare sul dolore quando possibile; il 24enne vive per la pallacanestro e non ha bisogno di sbandierarlo. Eppure, nonostante, non faccia spettacolo in sala stampa come un LeBron o qualsiasi altra stella con un’immagine pubblica importante, il mondo si è accorto definitivamente di Irving e della sua mentalità da vincente.

E ci siamo accorti di lui quando, nelle ultime Finals, ha trascinato la propria squadra ad un insperato successo, dimostrando come il lavoro duro, la passione e l’umiltà paghino sempre, soprattutto chi ha un talento smisurato per ciò che fa. E ora tutti sanno cosa ha fatto Kyrie Irving. Tutti sanno che ora è un fuoriclasse, avendone ammirato le gesta; ma lui questo lo sapeva già prima, nella sua testa, mentre allenava il clamoroso ball handling o il mortifero tiro, Kyrie sapeva già di essere un giocatore fuori dal comune, ma non avvertiva il bisogno di sbandierarlo alla stampa e al mondo, sapeva che avrebbe avuto occasione di provarlo. E ora aspettiamo di ammirare le prossime imprese di Kyrie Irving, il fuoriclasse silenzioso.

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