Quest’anno in particolare, in NBA non esistono vie di mezzo: ci sono moltissime squadre forti che sono costruite per giocarsela durante la postseason o team in pieno tank che non faranno i playoff e a causa della pochezza del roster sono chiamati ad apportare delle modifiche in questa offseason ricca di free-agent interessanti.
Se quantomeno durante la stagione qualsiasi squadra provi a vincere qualche partita, in quest’ultimo spicchio di regular season il livello del basket giocato si è notevolmente abbassato a causa del riposo forzato per molti titolari per scongiurare eventuali infortuni, mentre le squadre così dette più scarse pensano già alla prossima stagione, programmando le scelte al draft e gli assalti ai giocatori di spessore.
E’ il caso dei Philadelphia 76ers che, disinteressati dalla piega che potrà prendere la stagione in queste ultime partite, stanno preparando il terreno per l’ascesa di Joel Embiid impiegando un centro difensivo come Nerlens Noel da power forward per vedere i risultati che arriverebbero da un’eventuale convivenza nella prossima stagione.
I Los Angeles Lakers stanno, invece, mettendo in campo rotazioni molto ampie per testare i vari elementi del roster e scegliere quali rinnovare anche per la prossima stagione e stilare la lista degli eventuali partenti. Moltissimi minuti sono stati concessi alla rivelazione Jordan Clarkson, unica nota positiva in questa stagione piuttosto in chiaroscuro.
Ogni squadra che non raggiunge i playoff ha certamente come priorità ricostruire dalle fondamenta a partire da ottimi giocatori che possano impersonare il ruolo di comprimari quando le star di alto livello sceglieranno in quale piazza portare i propri talenti, sarà quindi dovere di qualsiasi GM rendere la squadra il più appetibile possibile per attirare all-stars.
Fare spazio nel CAP e scegliere bene al draft saranno i due fattori a fare la differenza tra una squadra mediocre e un’altra che arriverà ai vertici della lega.
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino



