Home NBA, National Basketball AssociationThunder, Durant nuovamente in versione MVP

Thunder, Durant nuovamente in versione MVP

di Antonio Cannizzaro

Dopo una stagione di (semi)transizione conclusasi con un record, si positivo ma non tale da assicurare un posto ai PlayOffs (45-37, stagione 2014-15) e il parallelo cambio in panchina che ha visto Coach Billy Donovan prendere il posto di Scott Brooks,  i Thunder sono nuovamente tornati ad esprimere un bel gioco.

Ciò si traduce in un record positivo per la franchigia di Oklahoma City che li vede attualmente occupare il terzo posto nella Western Conference forti di 24 vittorie contro 10 sconfitte ed una striscia aperta di 4 vittorie consecutive (8-2 nelle ultime 10 gare disputate).

Coach Donovan sta iniziando ad amalgamare il gruppo ed inserire al meglio i giocatori in uscita dalla panchina ma uno dei punti di forza di questi Thunder nuovamente vincenti e nell’elite del “selvaggio” Ovest è il pieno recupero dei suoi uomini di punta, Durant e Westbrook, dopo una passata stagione molto travagliata specialmente per l’MVP del 2014.

Con un Durant nuovamente in forma smagliante quanto possono salire le ambizioni dei Thunder?

Con un Durant nuovamente in forma smagliante quanto possono salire le ambizioni dei Thunder?

Durant ha segnato almeno 20 punti in ciascuna delle 20 partite che ha giocato da quando è tornato dall’infortunio al bicipite femorale destro inclusi anche i 29 che lo hanno reso protagonista nella vittoria di sabato scorso dei Thunder a discapito dei Charlotte Hornets.

È la striscia vincente (ancora aperta) più lunga all’interno di una singola stagione secondo soltanto al record che egli stesso tuttora deteniene in cui lo hanno visto concludere gare del genere per ben 55 volte consecutivamente durante la stagione 2013-14, anno in cui vinse infine il meritato premio di MVP.

Rispetto a quell’anno la media punti è leggermente calata ma i numeri messi a referto fin qui da Durant sono ugualmente di primissimo livello.

26.6 punti in media con 7.4 rimbalzi e 4.6 assist in cui però è riuscito a migliorare le percentuali. Se dal campo è career high con il 51.7%, da 3 è tornato sopra il 40% riuscendo a piazzare tiri da oltre l’arco con il 41.1% a differenza dell’anno da MVP in cui si era fermato al 39.1%.

Che sia l’anno buono ad Oklahoma City per tornare a sognare grandi traguardi? La concorrenza è avvertita…

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