HORACE & HARVEY GRANT
Per gli amanti della NBA nei Nineties, non si può prescindere, nel trattare il nostro argomento, dal citare i gemelli Grant, ali grandi occhialute che hanno per anni bivaccato sotto le plance dell’America baskettara.
Chi si definisce esperto di NBA non può certo scordarsi il buon Horace, ala grande del primo Three-peat dei Bulls targati Jordan. Dopo una sfavillante carriera a Clemson, fu decima scelta del Draft 1987 da parte dei Bulls (lo stesso che portò, tramite una delle più clamorose trade della storia l’altro rookie destinato alle fortune di Chicago Scottie Pippen in cambio di Olden Polynice). Passò i primi tempi in panchina, come back up di uno dei migliori rimbalzisti dell’epoca, quel Charles Oakley poi spedito, un anno e mezzo dopo a NY in cambio di Bill Cartwright, per la furia di Jordan. Passato in quintetto, Orazio (come chiamato da Guido Bagatta nelle sue telecronache su TMC) dimostrò decisamente che il sacrificio di Oakley valeva la pena, dando un contributo determinante alla causa di Chicago. Ebbe infatti un ruolo fondamentale nella conquista dei titoli 1991, 1992 e 1993 come terza opzione offensiva della squadra, dietro MJ e Scottie, e come primo rimbalzista. Con il primo ritiro di Jordan divenne secondo terminale della squadra, giocando così bene da meritarsi la convocazione all’All Star Game del 1994. Dopo questa stagione lasciò i Bulls per portare esperienza ai giovani leoni degli Orlando Magic, che con la coppia Shaquille O’Neal-Anfernee “Penny” Hardaway stavano vivendo il miglior momento della storia della franchigia. Con loro raggiunse la finale nel 1995, persa con un cappotto ad opera dei ROckets, raggiungendo un apice mai più ripetuto. Dopo 5 stagioni lasciò i Magic per andare prima a Seattle e successivamente ai Lakers, dove ritrovò il suo mentore ai tempi dei Bulls Phil Jackson, nonché il compagno O’Neal, ed aiutò gli stessi alla conquista del loro secondo titolo consecutivo, il quarto per Horace. Chiuse infine la carriera passando nuovamente da Orlando e, dopo un primo ritiro, ancora dai Lakers, disputando un’ultima finale, persa contro Detroit. Dotato di spiccato talento difensivo, fu quattro volte consecutive All-NBA Defensive Second Team.
Quanto ad Harvey, considerato il più piccolo solo perché nato pochi minuti dopo, ebbe una carriera meno sfavillante di quella del fratello, ma di tutto rispetto se paragonata a quella di molti giocatori. Giocò un anno col fratello a Clemson, trasferendosi poi al college di Oklahoma. Dodicesima scelata del Draft 1988 da parte dei Washington Bullets, dopo un paio d’anni di rodaggio ebbe le sue migliori stagioni nel 1991-92 e 1992-93, collezionando numeri di rilievo, con rispettivamente 18.0 e 18.6 punti ad allacciata di scarpa. Fu poi ceduto a Portland, in cambio del centro Kevin Duckworth, ma non riuscì più a ripetere quelle stagioni. Successivamente tornò a Washington, chiudendo la carriera, infine, nel 1999 a Philadelphia. Ha avuto tre figli, ciascuno dei quali ha seguito la carriera del padre, con risultati alterni. Il primogenito, Jerai, dopo Clemson, ha iniziato ad essere un giramondo del basket, ed è stato visto recentemente anche a Brindisi; Jerian, gioca attualmente come guardia (non molto, essendo stato girato alla squadra gemellata in D-League) per i Bulls, mentre Jerami, ala grande, dopo tre anni ai Sixers è ora nel roster dei Thunder. VAI AL PROSSIMO>>>

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