Ecco, ci siamo. Ancora qualche ora di tempo e l’ultimo atto del ‘Wild Wild’ West della NBA andrà in scena: gli agguerriti contendenti che si troveranno l’uno di fronte l’altro saranno i campioni in carica, come era alquanto pronosticabile, dei Golden State Warriors e gli imprevedibili Oklahoma City Thunder, usciti vincenti dallo scontro contro i più quotati San Antonio Spurs. La tensione è già alle stelle, il clima è tipico dei faccia a faccia infuocati, dove per avere la meglio basterà (per dire) vendere cara la pelle.
PRECEDENTI IN REGULAR SEASON
Nella stagione regolare le squadre si sono affrontate per 3 volte, con il team della Baia che ne è uscito sempre vincitore.
GOLDEN STATE WARRIORS (#1)

Stephen Curry, stella dei Golden State Warriors.
La banda guidata da Steve Kerr è riuscita a sbarazzarsi dei sorprendenti Portland Trail Blazers con uno score di 4-1 nella serie. Damian Lillard e compagnia cantante non ha affatto lasciato passeggiare gli avversari, facendoli sudare più del previsto con la loro voglia di rivalsa. A trascinare la carretta sono stati in particolar modo un Klay Thompson caldo come una stufa ( su 5 gare contro il team dell’Oregon ha superato per tre volte la soglia dei 30 punti) e il solito Draymond Green utile per tutte le occasioni, che sta viaggiando ad un passo dalla tripla doppia di media.
Per chiudere definitivamente la pratica è servito il contributo della star assoluta Stephen Curry: il playmaker è partito dalla panchina in gara 4 ed ha messo a referto 40 punti, di cui 17 solo all’overtime (record NBA). In gara 5 il numero 30 si è messo in mostra con 29 punti, 11 rimbalzi e 5 assist che son serviti a placare le velleità dei Trail Blazers, caduti a testa alta.
OKLAHOMA CITY THUNDER (#3)
Il duo più dinamico di tutta la lega, alla fine, ha servito l’upset. In 6 partite, Kevin Durant e Russell Westbrook hanno mandato a casa il manipolo guidato da Gregg Popovich, forse ponendo fine alla dinastia dell’Alamo.

Kevin Durant e Russell Westbrook.
Per battere i texani i ragazzi di Billy Donovan hanno alzato incredibilmente il livello della loro difesa dopo la disastrosa gara 1, rendendo per lunghi tratti irriconoscibile l’attacco di Kawhi Leonard e compagni; questo è stato possibile grazie al maggior atletismo dei Thunder, ma anche grazie ad un notevole cambio tattico e mentale. Hanno trovato continuità da dietro l’arco con Serge Ibaka e Dion Waiters, e quest’ultimo insieme a Enes Kanter è stato decisivo nella metà campo difensiva: le loro letture sempre attente hanno consentito a Donovan di lasciarli più tempo in campo per spiegare poi l’enorme potenziale offensivo e lasciare rifiatare uno tra KD e Westbrook.
LE CHIAVI DELL’INCONTRO

Serge Ibaka a duello con Draymond Green.
I Warriors cercheranno fin da subito di imporre il loro incessante ritmo, cercando di colpire OKC anche in transizione. Per spezzare la gara, i Thunder dovranno lottare di più per mantenere i loro punti di forza: andare a rimbalzo offensivo contro Andrew Bogut ed Festus Ezeli non sarà semplice, per questo è ipotizzabile che Donovan possa ricorrere alla coppia Adams-Kanter sotto le plance, come accaduto contro gli Spurs. Un dei fattori della serie sarà senz’altro Draymond Green: la sua pericolosità dall’arco potrà costringere Ibaka e gli altri lunghi ad allontanarsi dal canestro, rendendoli così ostacoli più facili da superare. Inoltre, il 23 dei Warriors, con le sue doti da passatore discreto, potrebbe risultare utile nell’innescare Thompson e Curry in uscita dai blocchi, dato che quest’ultimo sarà quasi certamente marcato da Westbrook, un cliente abbastanza scomodo. Interessanti gli accoppiamenti difensivi: Curry probabilmente prenderà in consegna Andre Roberson, Thompson andrà su Westbrook, mentre su Durant potrebbero alternasi Harrison Barnes e Green. Lo small ball di Kerr potrebbe mettere in difficoltà i lunghi meno mobili di OKC, che potrebbe adottare un assetto a specchio se necessario. In ultimo ma non meno importante, la panchina dei guerrieri di Oakland è praticamente una garanzia, visto che può contare su gente affidabile come Andre Iguodala, Shaun Livingston e Leandro Barbosa. Serve un gran contributo del supporting cast dei Thunder, che nella precedente serie ha dato una grossa mano ai senatori.
IL PRONOSTICO
I Thunder sono gli underdog di turno, questo è fuori discussione. Ma se l’X Factor si comporta a dovere, la compagine è in grado di battere chiunque: molto passerà da Westbrook. Lo spaccadifese per eccellenza può complicare la vita alla retroguardia dei Warriors, dovrà mantenere la lucidità e la freddezza da killer senza esagerare, perchè i suoi blackout potrebbero causare risvolti negativi. E poi c’è Kevin Durant, voglioso di zittire i critici dopo qualche uscita non proprio brillante in questi playoff: con le sue doti da realizzatore, è grado di cambiare in un niente le carte in tavola. Dall’altra parte Curry e compagnia vogliono con tutte le loro forze arrivare alle Finals e aggiudicarsi il repeat, che ripagherebbe un’annata da sbriciola-record. Se Golden State gioca da Golden State, con tutti i suoi effettivi, sarà obiettivamente durissima superarli. Nell’aria si sente fortissimo l’odore di una possibile gara 7, dove potrebbero avere la meglio i californiani. Un 4-2 però non è da escludere. Ma attenzione a sparare sentenze troppo azzardate. Sarà una serie, come dicono oltreoceano, for the ages.
(Daniele Maggio e Jacopo Di Francesco

