E adesso, il gioco si è fatto veramente duro. Anzi, forse più che duro. Dopo aver disputato una regular season che rimarrà per sempre negli annali della NBA, ora i Golden State Warriors si ritrovano sull’orlo del baratro: l’inerzia delle finali della Western Conference è completamente dalla parte degli Oklahoma City Thunder, avanti 3-1. All’Oracle Arena serve un’autentica impresa, uno scatto d’orgoglio, per cercare di allungare la serie ed evitare un’uscita di scena che avrebbe il sapore di un fallimento.

Steve Kerr: l’allenatore sarà in grado di guidare la sua squadra alla ricerca della disperata rimonta?
Quante possibilità hanno Stephen Curry e compagni di compiere il miracolo? Obiettivamente, sembra che la benzina del team di Oakland sia agli sgoccioli: i giocatori appaiono scarichi mentalmente (più che fisicamente), come se fossero avessero perso quella consapevolezza nei propri mezzi che tanto serve per arrivare al successo. Il famigerato sistema di Steve Kerr non gira più, l‘intensità e l’attenzione in difesa sono andate a farsi benedire. Come se non se bastasse Curry, la stella indiscussa della squadra, pare non essersi ripreso dall’infortunio patito al primo turno: le sue prestazioni monstre stanno mancando troppo a questi Warriors, il cui morale è veramente sotto i tacchi. Merito senz’altro dei Thunder e del lavoro di Billy Donovan, che ha dato alla squadra la giusta alchimia ed una voglia di vincere molto più concreta degli avversari. Inoltre, Russell Westbrook sta giocando in maniera mostruosa, Kevin Durant sta carburando e i vari gregari come Steven Adams e Dion Waiters stanno dando un gran contributo alla causa. Thunder favoriti per l’accesso alle Finals, ma guai a dare la franchigia della Baia per finita.
Infatti, nonostante la situazione sia questa, le possibilità di rimonta non sono del tutto svanite. In altri nove casi delle squadre sotto 3-1 in postseason sono riuscite a ribaltare le carte in tavola e a conquistare un’insperata vittoria.
- BOSTON CELTICS (1968). I verdi del Massachusetts guidati dal leggendario Bill Russell e da John Havlicek riuscirono a sbattere fuori i Philadelphia Sixers, che avevano racimolato un record in regular season migliore, alle Eastern Conference Finals: la prestigiosa franchigia poi andò a vincere il decimo titolo della loro storia, il nono consecutivo.
- LOS ANGELES LAKERS (1970). I californiani capovolsero l’esito della semifinale di Division, dove furono i Phoenix Suns a capitolare. L’impresa però non valse l’anello a Jerry West (protagonista di un epico buzzer beater in gara 3) e a Wilt Chamberlain, perchè ad avere la meglio furono i New York Knicks.
- WASHINGTON BULLETS (1979). Elvin Hayes e compagnia canta sorpresero i San Antonio Spurs alle finali di Conference: all’ultimo atto però arrivò la sconfitta contro i Seattle Supersonics.
- BOSTON CELTICS (1981). Ancora loro. Tredici anni dopo Celtics e Sixers si ritrovano a contendersi un posto per la finalissima. Stessa situazione, stesso esito: Larry Bird trascinò i suoi nella rimonta, dopo la quale arrivò la vittoria dell’Anello contro gli Houston Rockets (la serie finì 4-2).
- HOUSTON ROCKETS (1995). I texani dovettero affrontare in semifinale i Phoenix Suns, che nella stagione regolare si piazzarono secondi: i pronostici erano tutti dalla parte del team dell’Arizona, che alla fine dovette capitolare sotto i colpi di Hakeem Olajuwon. I Rockets spazzarono via i San Antonio Spurs e poi gli Orlando Magic, conquistando il secondo titolo di fila.
- MIAMI HEAT (1997). Un sontuoso Tim Hardaway contribuì all’accesso alle finali di conference dopo aver battuto i New York Knicks: Michael Jordan e i suoi Chicago Bulls però spensero ogni sogno di gloria della franchigia della Florida.
- DETROIT PISTONS (2003). I Bad Boys, al primo turno, si ritrovano sotto contro gli Orlando Magic. Grazie anche all’apporto del difensore dell’anno Ben Wallace, i Pistons passarono oltre e arrivarono fino alle finali di conference, dove arrivò lo sweep ad opera dei New Jersey Nets.
- PHOENIX SUNS (2006). Sotto la sapiente regia del canadese Steve Nash, MVP quell’anno, la banda guidata da Mike D’Antoni sovvertì ogni verdetto apparentemente scritto andando ad eliminare i Los Angeles Lakers al primo turno.
- HOUSTON ROCKETS (2015). Quando tutto sembrava perduto, coach Kevin McHale riuscì a rimettere in sesto la squadra ed eliminare i favoriti Los Angeles Clippers, aggiudicandosi un posto per Western Conference Finals, vincendo gara 7 in California con 31 punti di James Harden e 22 di Trevor Ariza.
Ai guerrieri non resta che scendere nell’arena e combattere. Allo stato delle cose, serve una prova tutto cuore e grinta da parte dei campioni in carica che, tra le mura amiche, avranno il dovere di provarci. Kerr dovrà caricare a mille i suoi e, possibilmente, cercare di arrecare qualche aggiustamento tattico, dato che gli avversari si sono adattati a seconda del loro stile di gioco, imbrogliando la matassa. La strada è quantomai tortuosa, ma nulla è precluso di già: qualche piccola speranza ci può essere. Sempre se i Warriors riusciranno a ritrovare la retta via.









