Da una parte ci sono i campioni in carica che al primo turno hanno fatto valere i pronostici iniziali, incappando in qualche intoppo. Dall’altra c’è un manipolo di ragazzi che a questi playoff li dovevano vedere dal divano di casa, almeno secondo le previsioni iniziali. Golden State Warriors contro Portland Trail Blazers, una romantica quanto potenzialmente scontata semifinale della Western Conference.
I due team si sono scontrati precedentemente quattro volte nel corso della stagione: i numeri riportano 1 vittoria per Portland e 3 per Golden State.
Golden State Warriors (#1)

Draymond Green e Shaun Livingston, giocatori chiave dei Golden State Warriors.
La franchigia della Baia viene dal primo turno conclusasi con un 4-1 sugli Houston Rockets, avendo la meglio seppur con un incidente di percorso non indifferente: quasi l’intera serie infatti è stata affrontata senza la superstar Stephen Curry, che ha avuto a che fare con un infortunio al ginocchio. Nonostante la grave assenza, la banda guidata da Steve Kerr ha fatto valere la propria supremazia, cambiando leggermente il proprio gioco: con Shaun Livingston in cabina di regia, a trainare i suoi in attacco è stato l’altro Splash Brother, Klay Thompson, resosi pericoloso in uscita dai blocchi, con le sue triple velenose. Al momento la guardia ha messo a referto una media di 23.4 punti nelle cinque gare di postseason disputate finora e, finchè non rientrerà il suo compagno di merende Curry, dovrà far trovare la sua mano sempre calda. Draymond Green invece ha pensato a fornire verve alla manovra, facendo girare il pallone per costruire azioni pericolose: 13.2 punti, 9.6 rimbalzi e 6.6 assist di media quantificano il suo fondamentale contributo, decisivo anche in difesa. L’ala è ormai un pezzo cardine del sistema, in cui riesce a rendersi pericoloso sotto molti aspetti del gioco, servendo assist al bacio ai compagni o rendendosi pericoloso nel pick and roll o pick and pop.
I maggiori pericoli che possono fornire i Trail Blazers vengono dal backcourt: Damian Lillard e C.J. McCollum sono le due bocche di fuoco più temibili del gruppo magistralmente guidato da Terry Stotts, che può coccolarsi anche un Al-Farouq Aminu in autentico stato di grazia. Golden State, in parole povere, dovrà stare attenta alle sortite delle guardie avversarie, curando tutti i movimenti e gli accorgimenti riguardanti la retroguardia. Sarà importante imporre il proprio ritmo, colpendo prima che la difesa prima che possa schierarsi. Contestualmente, i panchinari dovranno dare una grossa mano, dall’onnipresente Andre Iguodala all’uomo che non ti aspetti, Ian Clark. Insomma, servono i soliti Warriors, che non potranno farsi sopraffare dalla presunzione di essere strafavoriti: le sfide nell’Oregon, in particolar modo, potrebbero essere seriamente insidiose, per questo serve concentrazione e tanta voglia di chiuderla presto, senza salire sul piedistallo.
Portland Trail Blazers (#5):
I Portland Trail Blazers sono probabilmente la sorpresa di tutta la stagione, chi a inizio anno avrebbe scommesso che sarebbero arrivati fino alla semifinale di conference? Sono riusciti ad approfittare egregiamente delle sfortune dei Los Angeles Clippers, i quali senza Chris Paul e Blake Griffin sono riusciti a fare ben poco. Lillard è compagni hanno infatti passato il turno con una partita di anticipo, vincendo per 4-2.

Damian Lillard e C.J. McCollum.
Rip City può puntare su un quintetto straordinariamente solido, soprattutto per quanto riguarda le guardie, C.J. McCollum è ormai diventato una star all’interno della lega, tanto che ha vinto il titolo di Most Improved Player. Il suo compagno non che trascinatore della squadra Damian Lillard, una superstar lo è sempre stato, quest’anno però ci ha regalato prestazioni ancora più spettacolari del solito, una proprio contro la banda dell’Oakland in regular season. Le due star godono anche del supporto dell’ala nigeriana Al-Farouq Aminu, che sappiamo sia in grado di dare non poche soddisfazioni a coach Terry Stotts e a tutti i tifosi di Portland.
Al Moda Center i Trail Blazers possono vantare anche di un sesto uomo non da poco, il pubblico. Per provare a vincere la serie dovranno però battere almeno una volta Golden State alla Oracle Arena e la stagione appena passata ci insegna come non sia esattamente la cosa più facile.
L’assenza di Steph Curry, almeno fino a gara 4, potrebbe rivelarsi un fattore molto importante a favore di Portland: quest’ultimi potrebbero infatti approfittarne e riuscire a ribaltare subito i pronostici e stravolgendo l’andamento della serie. Il gioco di Golden State resta comunque a livelli immaginifici anche senza Curry, e come se non bastasse, Draymond Green pare essere particolarmente ispirato in questi playoff, contenerlo a dovere non sarà affatto facile. Un occhio di riguardo dovrà andare alla difesa perimetrale, il cui livello dovrà necessariamente alzarsi, poichè i soliti Thompson ed Harrison Barnes si fanno trovare sempre pronti a colpire dall’arco. Stotts, inoltre, avrà il compito di trovare il bandolo nella matassa per abbassare i ritmi avversari: se non si riuscirà a non far pendere l’inerzia dall’altra parte, sarà dura aggira gli uomini di Kerr.
Pronostico serie
Il pronostico è praticamente tutto dalla parte dei Golden State Warriors, che dovrebbero riuscire a vincere abbastanza semplicemente. Attenzione però a Lillard, che sarà pronto a cercare di fare il miracolo, e come ben sappiamo, nel basket tutto può accadere. La serie potrebbe concludersi con un 4-1.
(Olivio Daniele Maggio e Gabriele Villa)

