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NCAA, preview: Indiana Hoosiers

di Luigi Ercolani

Il comandamento è uno solo a Indianapolis: riprendersi. Il cammino intrapreso tra il 2012 e il 2013 era stato ultrapromettente, si pensava che gli Hoosiers potessero tornare una forza come ai tempi di Bobby Knight o comunque rilevanti su scala nazionale. Erano arrivati a due viaggi di fila alle Sweet Sixteen, il secondo addirittura dopo un primo posto nel ranking complessivo. Poi, partiti Oladipo e Cody Zeller, è stato il vuoto. Nessun invito al torneo nel 2014, il decimo seed del Midwest Regional di Cleveland l’anno passato, con annessa sconfitta subita dai paria di Wichita State. Per questo dal primo minuto del primo allenamento stagionale, siamo certi che Tom Crean abbia messo immediatamente sotto torchio i suoi. Lui è il primo che si aspetta dei risultati, anche perché nel 2008 il coach lasciò un programma vincente come quello di Marquette (dalle sue mani è passato anche “Flash” Wade) per soccorrere una Indiana che veniva dai disastri di Sampson, commessi non tanto in campo ma soprattutto fuori, attraverso violazioni che portarono a sanzioni tutto sommato accettabili di per sé, ma pesanti per una squadra che da anni non calcava i palcoscenici più importanti. Per questo non ci sarà tempo per le delusioni: quest’anno Indiana vuole tornare a contare. Il minimo, per una terra dove il basket è una religione.

 

Go – To Guy

È stato il leader nella stagione da junior, dovrà esserlo ancora di più in quello da senior. Kevin Yogi Ferrell è la punta di diamante dell’attacco Hoosiers: range di tiro illimitato, gambe elastiche e dinamiche che mandano fuori giri il difensore, ball handling ottimo perché fulmineo, capacità di trovare il compagno con il passaggio smarcante e di concludere lui stesso con un’incursione con entrambe le mani e difesa aggressiva dall’altra parte: magari per il piano di sopra c’è ancora da crescere, e dovrà sfruttare l’ultimo periodo al college per migliorarsi ulteriormente. Si è detto prima che Tom Crean ha allevato Dwyane Wade a Marquette. Se le promesse vengono rispettate, a Indiana potrebbe aver tirato su il sosia.

Kevin Yogi Ferrell

Kevin Yogi Ferrell

 

 

Recruiting

Per rimpolpare le proprie fila, lo staff tecnico dell’università di Bloomington ha portato a casa quattro prospetti interessanti. Sono arrivati i funamboli del tabellone Juwan Morgan e O.G. Anunoby, e lo scorer Harrison Niego. Quello che sembra essere più utile al momento sembra Thomas Bryant da Rochester, New York. Centro di 2.09, dinamico, energico. verticale, bravo ad arrivare dal lato debole per ricevere palla e convertire il passaggio in canestro. Cattivo agonisticamente (il che non guasta) il suo regno al momento sembra il post basso e sembra fatto apposta per sfruttare i propri chili e centimetri: se Crean riuscirà a insegnargli un po’ di gioco dalla media, nei prossimi quattro anni i tifosi degli Indiana Hoosiers si divertiranno. Gli altri un po’ meno.

 

 

Coach Tom Crean

Coach Tom Crean

Obiettivi

Quali obiettivi può avere la squadra più rappresentativa di uno stato che vive, respira e si nutre di basket venticinque ore al giorno otto al giorno su sette? La vittoria, of course. Però davanti comunque ci sono squadre davanti (la contender 2015 Wisconsin e la semifinalista Michigan State) si viene da due anni difficili, e allora magari ci si potrebbe accontentare di una discreta figura nella corsa al titolo di Conference e di una qualificazione al torneo NCAA che si concluda magari alle Sweet Sixteen. Sarebbe già un risultato confortante.

Per NCAA Passion

Luigi “Condor” Ercolani

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